domenica, dicembre 10, 2006

DELLA RELIGIONE

ovvero
Se mentre mi masturbo vengo addosso ai genitali della mia gatta, è sempre "Onanismo"?


Tutte le popolazioni della Terra, per quanto eterogenee e diverse fra loro, si affannano alla ricerca di un qualcosa che vada oltre il terreno, qualche forma di entità superiore che risponda alla loro domanda atavica sulla provenienza del genere umano e dell'universo tutto, qualche divinità che spieghi loro il motivo per cui il vicino di casa abbia un'automobile più costosa e potente. Ogni cultura, ogni zona, ogni etnia ha la sua religione con cui tenta di spiegare l'origine del proprio gruppo, l'ordinamento sociale e la destinazione finale., una volta che un suo componente trapassi. Insomma ogni popolo della Terra ha un suo dio cui riferire epiteti blasfemi quando la sventura lo permea. L'annosa questione che da immemore tempo attanaglia l'umanità ha a che fare con l'esistenza o meno di tali divinità, reputandole o antecedenti l'uomo, quindi sue creatrici, o postume, create da esso stesso. Da una parte una folta schiera di persone che, obbedendo alla parola di un dio mai visto né conosciuto, riferita da persone vestite spesso in maniera buffa e vistosa, in luoghi che poco hanno a che fare con la sobrietà e la posatezza dei costumi, spesso densi di fumo ricavato da sostanze ritenute profumate, sentono e sostengono di esserer stati creati dal nulla da questo fantomatico dio che, in maniera differente in base alla tradizione locale, non avendo nulla di meglio da fare, crea un gran casino, sciaquandosene abbondantemente gli ammenicoli una volta che esso ha preso vita. Dall'altra parte abbiamo la controparte detta "atea" che sostituisce la parola Dio con la parola "scienza" obbedendo ciecamente a teorie sperimentali in totale impossibilità di soddisfacenti comprovazioni. Naturalmente, trattando della religione, non è interesse nostro loquelare attorno a ciò che religione non è, quindi soprassederemo sull'ateismo rimandandolo ad eventuali futuri approfondimenti. Tornando alla religione vediamo come l'uomo ha bisogno di essa e come molte religioni, pur sostanzialmente diverse, abbiano degli elementi ricorrenti in comune, come ad esempio una classe sacerdotale inetta e approfittatrice, pagata solo per riferire i vostri peccati a Dio, ridendone con esso alle vostre spalle. Personalmente ho sempre amato confessarmi, è un geniale sistema per confidare ad una persona importante le vostre perversioni più recondite senza che essa possa poi divulgarle al bar con gli amici.
Da quando il primo uomo mise piede sulla terra scendendo dal suo albero di banane, luogo sicuro da cui lanciare sterco sugli altri ignari animali, senza così esporsi al rischio di ritorsioni, la paura di tali rappresaglie aveva reso la vita umana effimera e scarsamente sicura. Non avendo ancora armi per sterminare le specie che lo insidiavano, l'uomo aveva bisogno di qualcosa che lo confortasse e che lo consolasse in caso di dipartita sua o di suoi cari, non essendoci ancora beni mobili e immobili da dividere in eredità. Nessun espediente materiale riusciva a infondere la sicurezza d'animo di cui l'uomo sentiva il bisogno, tanto che il volto gli si corrucciò nella tipica espressione scimmiesca con cui dipingiamo l'uomo primitivo sui sussidiari delle elementari. Fino a quando uno di loro, colpita con l'alluce una pietra aguzza, inveì dal dolore verso qualcosa a cui non aveva mai inveito prima e nacque la religione. Subito dopo, uno della tribù particolarmente sfaticato, trovò un sistema per mangiare senza lavorare né cacciare, a spese altrui creando la classe sacerdotale. Ho sempre trovato deliziosi i preti, soprattutto quelli delle piccole parrocchie di perfieria, così lontane dalle sedi vaticane che mi viene spesso un moto di pietà tale, che gli vorrei fare omaggio di un piccolo trono d'oro tutto loro su cui sedersi e parlare ai fedeli di carità e pauperismo. Di lì in poi ogni popolo ebbe il suo culto, dapprima dei culti rozzi, in cui sciamani e santoni predicavano per poche briciole, non avendo ancora capito come funzionava il business, fino a raggiungere lo status di vera e propria classe sociale. Nell'antico Egitto, infatti, i sacerdoti erano una delle classi più agiate, secondi solo al faraone che, più furbo di loro, si era proclamato direttamente figlio del dio. E da allora la storia non fece che ripetersi, in cui chi riusciva a spararla più grossa proclamandosi qualcosa di affine alla divinità in questione, poteva abbuffarsi più degli altri. Per molto tempo la religione è stata il fulcro della vita dell'uomo, modellando quest'ultima in base alla prima. Per tutte le culture a lingua scritta, infatti, i testi sacri, oltre a dare delle direttive morali, sono forieri di principi civico-politici in base ai quali creare e plasmare la società. Nel medioevo, ad esempio, presso le popolazioni cattoliche, la vita del cittadino medio era scandita dalle messe e dalle preghiere, alternando il lavoro alla stregua dello schiavo a un intrattenimento fatto di nenie in latino in cui si lodava qualcuno che, di guadagnarsi il pane, non aveva davvero bisogno. Tutto ciò era comunque ben accetto in Europa, tanto che nel 16esimo secolo una parte decise di affrancarsi dalla Chiesa romana per fondare una nuova religione basata sul lavoro e sulla predestinazione al paradiso, una sorta di gratta e vinci in cui il premio è dare un senso al sudore della tua fronte. Per gli islamici, è il Corano a dettare perfino molte delle strampalate leggi in vigore, tanto che alcuni paesi tutt'oggi basano il loro organo giudiziario ed esecutivo su questo libro scritto quasi mille anni fa. L'uomo segue i precetti della propria religione, per quanto scomodi e spesso atti a privilegiare persone con la casa più spaziosa della sua, per la speranza di una vita migliore nell'aldilà. Il subire silenziosamente le angherie costituisce così un merito per cui, una volta deceduti, ci verranno dischiusi i battenti di un mondo incantato meraviglioso fatto di nuvolette, persone alate e totale astinenza di sesso. Ogni religione ha un aldilà diverso ma il modo per ottenerlo è grossomodo il medesimo: seguire quanto più alla lettera, ciò che il grassone vestito strano vi dice di fare. In alcune religioni viene prescritta l'ascesi totale, allontanrsi il più possibile dai propri beni terreni quel tanto che basta affinché si possano portare via senza che ve ne accorgiate. In altre è il sacrificio personale, fino all'immolazione delle proprie natiche per il bene della causa comune che riserva il diritto di condurre un'esistenza ultraterrena in compagnia di 72 vergini alle vostre dipendenze, anche se non ho mai capito se questo costituisca un premio o una punizione; in effetti o si passa il resto dell'eternità a sgobbare come un fabbro per soddisfarle periodicamente tutte o si passerà il tempo fino alla fine di esso a sobbarcarsi il tetro umore delle donne frustrate sessualmente. Come potrei mai dimenticare il rapporto conflittuale che avevo da piccolo con la religione e gli amministratori del suo culto. Avevo l'insano terrore che le suore che gestivano il catechismo del lunedì pomeriggio, in prima elementare, potessero divorarmi dietro tacito consenso della mia famiglia, ormai rassegnata a non poetr salvare un tale scapestrato figlio che, durante la preghierina in classe, pensava a tutt'altro. In effetti uno dei miei primi dilemmi riguardo la religione fu sul buongusto di appendere cadaveri al dissanguo nei luoghi pubblici, salutando tale cruenza con abnegazione ed umiltà. Trovavo piuttosto strano il salutare e venerare quell'oggetto, ovvio che Dio non esaudisce mai i desideri, il tizio sopra è morto! Ad ogni modo tutte le altre religioni che permettono una qualsivoglia rappresentazione dei propri dei, li raffigurano in buono stato di salute o quantomeno vivi. Il parlamento italiano ha trovato una potenziale soluzione allo scontro teologico fra le minoranze islamiche e l'autoctona religione cattolica, che potrà appianare tutte le divergenze. Gli islamici potranno tranquillamente adorare il loro dio nei luoghi pubblici, purché venga crocefisso. Tornando alle questioni politiche riguardanti i culti, tralasciando il già citato islamismo, permeante le costituzioni degli stati musulmani osservanti, anche il cattolicesimo tende ad avere un certo peso sugli stati praticanti e, in particolar modo, sull'Italia. Nella storia della nostre giovine Italia, numerosi sono stati i casi in cui la Chiesa, muovendo i voti dei propri fedeli, ha deciso le sorti elettorali del nostro paese. Per questo tutti i governi che si sono succeduti, hanno sempre guardato ad essa con occhio di riguardo, legiferando e riformando in un senso sacrale, affrontando temi scottanti quali aborto, contraccezione e famiglia con l'ottica progressista di un'istituzione che tendeva a dar fuoco a chi la contraddicesse. Ho sempre trovato fuori luogo che fossero dati tutti quei poteri al capo della Chiesa cattolica, se quello è il tramite fra noi e Dio in persona, potrebbe incenerirci tutti! Un'eccezione alla tradizionale va del culto è lo scintoismo giapponese, religione più incline alla corrente filosofica che all'acritica accettazione di una divinità avvezza a pesanti scherzi per saggiare la portata della fede di ognuno. In effetti, dopo 2 atomiche, sarebbe anche difficile credere che dal cielo possa venire qualcosa di buono. Per concludere la religione è molto importante per i popoli per tre motivi fondamentali. Il primo è che tiene il popolo coeso e cementato sotto un valore comune e assoluto, mentre il potere lo sfrutta impietosamente; il secondo è che rassicura le genti su ciò che viene dopo la vita terrena, creando un'aspettativa extraterrena e giustificando la propria impotenza chiamandola "fede incondizionata"; il terzo è che, se non ci fosse una Chiesa e i preti non avessero un lavoro, i nostri figli sarebbero in pericolo!