Votare non è un gesto coerente ad una difesa del qualunquismo e credere che stando fuori dei giochi politici si possa affermare la purezza è ingenuo. È l’usuale diatriba tra coloro che proclamano l’astensione alle elezioni, poiché il loro voto non cambierà sostanzialmente lo status quo e chi replica che se tutti agiscono in tale maniera nulla potrà essere cambiato. Io rifiuto di immaginarmi puro, anche se ammetto di essere tentato da tale pensiero di autarchia e solitudine eroica. Credo inoltre che l’equazione qualunquismo diverso da ideologia dominante sia erronea e che il qualunquismo, piuttosto, sia un sottoinsieme dell’ideologia dominante.
Questo non significa che io reputi un manifestante ribelle superiore allo scrittore disincantato: mi sembra però evidente che esistano altre vie volte al cambiamento. Nella mia critica al potere avido e compromesso alla malvagità esiste un desiderio di confrontarmi con tale potere. Confrontarsi con il potere è inutile? Allora cerchiamo di fare parte di tale potere. Io percepisco l’esistenza di uno Stato braccato da interessi appartenenti a nicchie a me ostili e devo difendermi.
Ho corteggiato l’idea della non partecipazione, ma non la reputo adeguata. A meno che non sia un’assenza felice e che la presunzione di purezza permetta comunque di riprodursi felicemente. Non ci si chieda, in questo caso, che cosa desideri la prole: a loro la scelta e alla società il compito di indirizzarla.
Io difendo la mia intenzione di riconoscere le sfumature e di selezionare e, se non sarà qualcun altro a farlo prima di me, di contribuire attivamente al fin della mia sopravvivenza. Se non altro perché non desidero che il neo-comunistello da bar o ringhio-fascista da stadio influenzi in maniera sproporzionata la mia esistenza.
Mauro Striano
Questo non significa che io reputi un manifestante ribelle superiore allo scrittore disincantato: mi sembra però evidente che esistano altre vie volte al cambiamento. Nella mia critica al potere avido e compromesso alla malvagità esiste un desiderio di confrontarmi con tale potere. Confrontarsi con il potere è inutile? Allora cerchiamo di fare parte di tale potere. Io percepisco l’esistenza di uno Stato braccato da interessi appartenenti a nicchie a me ostili e devo difendermi.
Ho corteggiato l’idea della non partecipazione, ma non la reputo adeguata. A meno che non sia un’assenza felice e che la presunzione di purezza permetta comunque di riprodursi felicemente. Non ci si chieda, in questo caso, che cosa desideri la prole: a loro la scelta e alla società il compito di indirizzarla.
Io difendo la mia intenzione di riconoscere le sfumature e di selezionare e, se non sarà qualcun altro a farlo prima di me, di contribuire attivamente al fin della mia sopravvivenza. Se non altro perché non desidero che il neo-comunistello da bar o ringhio-fascista da stadio influenzi in maniera sproporzionata la mia esistenza.
Mauro Striano