martedì, novembre 23, 2010

Mimmo incontra i Cazzstorm e continua a mettere gli spazi prima delle virgole.

Willie! Willie! Willie! Le tue eventuali parole. Tu, giustamente, mi chiedi se un mondo possibile è un altro. Io dico sì, con voluttuoso ottimismo, con ricercata pindaricità, dico sì, perché se questo è il mondo che ci accoglie adesso, quello possibile è un altro.

Mentre il mondo di adesso è perlopiù cosparso di depilazioni rapide e isteriche, forniture a basso costo di ciglia finte e talvolta ecumeniche. Non che l'ecumenismo sia necessariamente sbagliato, per carità, ma almeno che mi spieghino cosa vuol dire, prima di farmelo usare come parola, l'ecumenismo.

L'altro giorno passeggiavo sotto mentite spoglie sotto un portico sotto una delle due torri. Un po' sottotono. Convinto di non correre nessun rischio d'esser riconosciuto, ho dato un calcio a una lattina di birra vuota consumata avidamente da uno che aveva sete, probabilmente, e avido pure. Palesando la mia noncuranza, mi sono trovato quindi a non accorgermi della presenza di risentite urla di dolore, dovute, a quanto pare, al mio calcio, inizialmente, ingenuamente, inaspettatamente innocuo. O come dir si voglia. Quella lattina vuota, rotolando, si era aperta d'un lato, lasciando esposta la parte più tagliente di sé, la lamiera anche urticante, facendo sì che al momento della raccolta l'operatore eccologico, si trovasse quindi effettivamente ferito ad una mano altresì spavalda. Per questo, non potei far a meno che aiutare il povero ad alzarsi e ad asciugarsi il sangue sgorgante dandogli dello scottex secco che uso quando finisco di farmi le masturbazioni.

Vedendo il mio fare crocerossino, un intellettuale mi si è avvicinato in aiuto credendomi zoppo. Perché, dirai tu, mi ha creduto zoppo? Perché ho colpito una lattina? Perché ho aiutato l'operatore eccologico? O perché è un intellettuale che crede di essere circondato da zoppi? L'ultima direi. Non saprei dirti, quel ch'è importante da sapere però, è che proprio nel momento in cui l'intellettuale mi si avvinghiolava al braccio nell'atto d'aiutarmi, scoppiò nello stupore riconoscendomi e riscoprendomi nelle mie arti giammai dissolute o oltranziste. “Ma lei, lei,” mi disse “Lei è Mimmo Balestra. Io conosco tutta la sua opera, i documentari, i film, il romanzo espropriatorio, vi ho messo pure come ala destra nel fantacalcio”. Un'altra vittima del mercato dell’arte, pensai, come fare a sgattaiolare senza avere un gatto nei dintorni? Pensai. “Ma forse il mio giudizio fu avventato perché l'intellettuale era anche lui, come me, un rinnegato elogiato dai più, della grande cerchia degli artisti incredibili. Era un Cazzstorm". Mi dice “facciamo la rivoluzione, adesso basta, basta mainstream, una volta guadagnato il successo tutto diventa un fallimento, i tuoi amici sono amici solo per fama, i tuoi genitori litigano per vendere i diritti delle tue foto da bambino, i tuoi collaboratori domestici collaborano controvoglia, i professori boh, insomma, dobbiamo reagire, facciamo insieme un film, facciamo un film che spieghi alle masse il significato di una solitudine dorata”. Io gli ho detto sì dai. Mi ha dunque portato a una sede staccata dei cazzstorm di tua conoscenza e lì ho potuto incontrare diversi personaggi tra cui:

− Jonny incredibile, (l'intellettuale che ho incontrato per strada) performer, l'unica persona che pende dalle sue labbra da più di 15 anni, e riesce anche a fumare nel frattempo.

− Toni Zackcaria, noto scultore famoso per essersi amputato le mani per rassomigliare il più possibile a quella venere di Milo.

− Dan Brown, autore di “chiedi alla polvere” e allo stesso tempo, inaspettatamente, anche del libro, il codice da vinci.

− Saul Bello, un bel ragazzo.

Insieme a questa équipe, abbiamo dunque scritto il film tanto agognato solo che abbiamo avuto diversi problemi perché io avevo voluto a tutti i costi mettere una zanzara e jonny incredibile voleva mettere una piattaforma d'estrazione di gas. Non siamo riusciti a venirci incontro quindi Jonny, dicendo che è il più anziano nei Cazzstorm e che ha diritto di decidere, non ha voluto inserire la zanzara ch'era, a mio avviso, risaputa allegoria di simbolo di un insetto che succhia il sangue e poi se ne va via. Ecco. E lui, piattaforma, ha voluto mettere, continuando indistintamente a pendere dalle sue labbra.

Ecco, credo che in questa nuova forma di auto-assottigliamento del Lego possa provocare una distensione produttiva tipica delle zone allergeniche.

E io non voglio, d'altronde è da anni che lotto proprio contro a questo tipo di ragionamento tipico. Quanto vorrei poter tornare tra le tue membra e assaporare quel buon detersivo al cotone che usi spesso nei capi di lana. Quanto vorrei anch'io avere un capo di lana anziché di presbiterismo.

In questo momento, scusami, sono sconvolto, rimando ogni tipo di lucidità a quando sarò, finalmente, tornato a drogarmi.

giovedì, agosto 12, 2010

Un mondo possibile è un altro

Caro Mimmo,

chiedermi cosa stia facendo implica chiedermi che cosa io abbia fatto e perché. Significa, mio caro già menzionato precedentemente, grondare di interrogazioni nei miei confronti; delucida un desiderio di metterti al pari di un qualsiasi scribacchino della Repubblica-on-Line, uno scrittore di inette cose insomma. La questione è allora: è Mimmo uno scrittore di inette cose, come secondo la definizione di scribacchino fornitaci da www.etimo.it?

Quando anni fa abbandonai la Comune dei Caterpillars, tu mi rivolgesti una catilinaria, sputacchiasti docili medicine mentali urinando politiche anti-cianfrusaglie. Io partii perché qualcosa soleva sfuggirmi: perché l'arte era molto di più che un cervellotico discorso di Makal Lakam o uno slancio poetico vidimato dalla firma di Federico Pas-Connu.

Lo ammetto, ho conosciuto anche i Cazzstorm ReEvolution e con loro un insieme di valori che ribaltano le convinzioni dei genitori, che peccando di egoismi idioti, convincono la prole all'importanza dello studio. Del resto, caro Mimmo, uno dei tuoi primi documentari, “La tempesta dei cazzi”, ha fornito di anticorpi vari intellettuali reevolustici. Perché mai?

Io posso ritornare a scolpire parole d'ordine, ordire sapori nuovi, giocare a via col vento, ma non credi che lo sviluppo artistico di questi 4 anni, in cui ci siamo esentati dal violentare semiotica e etimologia, ci abbia presentato un semaforo che scaturisce energia verde?

Io posso, anzi insieme potremmo esercitare il nostro amor proprio, riscoprire le vite del Lakam, del Capresis, del Pas-Connu, proporre quelle dei Cazzstorm, discutere di vizi e virtù con Piero Ottone (lo faremmo senz'altro).

Però ti chiedo: ma in tutto questo ti sei mai chiesto se un mondo possibile è un altro?

Ti lascio dunque con tale domanda, caro Mimmo, provando a capovolgere i tuoi valori e sperando di rieducare i lettori alla globalizzazione.

Willie Mays

giovedì, agosto 05, 2010

Mimmo Balestra non sarà mai come sarete voi

Ciao Willie.. è tanto tempo che non ci si sente. É che le vergogne, come i cadaveri dei nemici al fiume, non passano, e come sai da ormai 3 anni faccio l'estetista con mia moglie Silouette. Stavo infatti togliendo le spine dai piedi di un giovane, quando mi venne in mente il momento in cui scrissi l'ultima missiva a te indirizzata e mai spedita, per questioni di francobolli, credo, non avevo i soldi, temo. Di tempo ne è passato e grazie a certe creme speciali antiage posso permettermi di comprare vagonate di francobolli o pagare un computer con connessione internet.

É appunto togliendo le spine dai piedi che mi è venuto in mente quanto potesse, quell'atto, essere molto vicino ad una metafora e di quanto meschina sia la realtà mentre mi rinfaccia che questa metafora delle spine dei piedi sia effettivamente parte del mio lavoro.

Ecco la missiva che mai inviai.


“Gentile Willie,


ho fatto un viaggio in macchina da Parigi a Bruxelles con un satanista di cui purtroppo non ricordo il nome, compositore russo noto ai più come montatore di palchi per Laura Pausini, se non Vasco Rossi.

Al volante stava Jean Claude, un commerciante di zucchero, import export in tutto il mondo, dal Nicaragua alla Namibia, dalla Corea a Porto Rico. Quest'uomo ci ha raccontato dell'importanza dello zucchero nei flussi capitali mondiali, di quanto è sottovalutato l'impatto socialeconomicopolitico che il mercato dello zucchero ha nei confronti di quello del petrolio o quello delle armi; per un attimo ho pensato, anzi ne sono stato certo, che il commerciante si sentisse in parte invidioso di tutto quell'odio che le industrie demonizzate e simbolicamente rappresentanti le malefatte del capitalismo odierno riuscissero ad attirare verso di loro. Mai, spiegava, nonostante la quotidianità di mostruosi crimini placidamente compiuti ai danni di minori, spiegava, nella storia della stampa lo zucchero è finito sulle prime pagine, l'intero mercato, dalla coltivazione della canna o barbabietola ai grandi impianti di raffinazione financo alla distribuzione capillare che copre ogni supermercato, non è mai finito in una di quelle famose bufere mediatiche alimentate dall'attacco cieco dei soliti giornalisti vendicativi e cercatori di carriere facili fatte su accuse improbabili ai soliti bell'esposti rappresentanti del potere. Tipo un cavaliere del consiglio ad esempio.


Come ben sai, il più delle volte guardandomi attorno la domanda che mi pongo è: Che cosa adesso potrebbe creare un problema? Ecco, all'inizio pensavo che a poter creare un problema potesse essere il satanista, per il suo essere dark, metallaro, giacchetto di pelle e metallo, orecchino lì e lì e probabili tatuaggi nascosti sotto altri strati di pelle nera e borchie: effettivamente, così fu. Anzi. Stanchi dall'essere comodamente seduti, decidemmo sostare all'autogrill per riposare i nostri delicati deretani, notai che il satanista scelse con ostentata disinvoltura di prendere un caffè senza zucchero, e questo proprio davanti al gran commerciante di zucchero che ci stava dando un passaggio. Non so se mi spiego.


Io, Mimmo Balestra, al solito difensore delle cause potenzialmente nobili e combattente non retribuito per le libertà di chicchessia mi sono sentito subito chiamato a rispondere di tale efferata ingiustizia ai danni della sensibilità già calpestata del povero guidatore commerciante di zucchero mondiale.


Ho preso due caffè con zucchero maximum uno dietro all'altro.

Arrivato a Parigi sono dunque andato in una foresta nudo, dipinto di bianco, a camminare sui rovi aspettando l'alba immerso fino al bacino in acque stagnanti di color verde acceso, fosforescente direi quasi. Quindi, toltomi da quella situazione perniciosa ho aiutato il batterista di un gruppo noise, anch'egli nudo, pisciandogli addosso durante il concerto, mentre il cantante con una sega elettrica gli stava aprendo il due l'elmetto militare che lo stesso batterista portava in testa. Pericolose le scintille, bisognava stare attenti.


Riincontrai il satanista mentre ero coinvolto in un'accesa negoziazione con un bangladese venditore di alimentari, pretendevo, con ingenuità a Parigi, di pagare meno di tre euro una bottiglia d'acqua da mezzo litro. Il satanista intervenne al mio brandire minacciosamente un carciofo in vendita dal cesto e si rivolse a me con pacatezza dicendomi che aveva una bottiglia da un litro nello zaino e che potevo unirmi a lui per un eventuale ritorno verso Bruxelles salendo su quel camion carico di pirati somali fuoriluogo. Io gli dissi ok. Grazie. Ce ne andammo incuranti delle urla del bangladese che voleva il carciofo oppure 7 euro.”


Ecco quel che scrissi a suo tempo. Mi chiedo oggi, mentre prelevo spine dalla pianta del piede di uno sconosciuto, dove mai avrei voluto arrivare con quello stile di vita così aleatorio, con quel disporre le giornate una dietro l'altra come fossero oggetti di una collezione che non mi appartiene, brandelli d'identità che solo oggi, che mi posso permettere un 740, riesco a ricomporre e a fare mia. E mi chiedo tu cosa fai adesso, ho letto sul Nuovo Oggi che le tue posizioni si fanno sempre più marcate e che la tua visione del mondo si fa sempre più modello di realtà da seguire e da suggerire alle nuove generazioni. Se così si possono chiamare. Ecco, mi chiedo, cosa starà facendo WillieMays adesso?

Mimmo Balestra

giovedì, marzo 01, 2007

In difesa del Conflitto

Votare non è un gesto coerente ad una difesa del qualunquismo e credere che stando fuori dei giochi politici si possa affermare la purezza è ingenuo. È l’usuale diatriba tra coloro che proclamano l’astensione alle elezioni, poiché il loro voto non cambierà sostanzialmente lo status quo e chi replica che se tutti agiscono in tale maniera nulla potrà essere cambiato. Io rifiuto di immaginarmi puro, anche se ammetto di essere tentato da tale pensiero di autarchia e solitudine eroica. Credo inoltre che l’equazione qualunquismo diverso da ideologia dominante sia erronea e che il qualunquismo, piuttosto, sia un sottoinsieme dell’ideologia dominante.
Questo non significa che io reputi un manifestante ribelle superiore allo scrittore disincantato: mi sembra però evidente che esistano altre vie volte al cambiamento. Nella mia critica al potere avido e compromesso alla malvagità esiste un desiderio di confrontarmi con tale potere. Confrontarsi con il potere è inutile? Allora cerchiamo di fare parte di tale potere. Io percepisco l’esistenza di uno Stato braccato da interessi appartenenti a nicchie a me ostili e devo difendermi.
Ho corteggiato l’idea della non partecipazione, ma non la reputo adeguata. A meno che non sia un’assenza felice e che la presunzione di purezza permetta comunque di riprodursi felicemente. Non ci si chieda, in questo caso, che cosa desideri la prole: a loro la scelta e alla società il compito di indirizzarla.

Io difendo la mia intenzione di riconoscere le sfumature e di selezionare e, se non sarà qualcun altro a farlo prima di me, di contribuire attivamente al fin della mia sopravvivenza. Se non altro perché non desidero che il neo-comunistello da bar o ringhio-fascista da stadio influenzi in maniera sproporzionata la mia esistenza.

Mauro Striano

In Difesa Del Qualunquismo

Il problema, caro willie, non è la classe politica, come molti pensano. Il fatto è che non esiste più una coscienza di classe scaturente pensieri sistematizzati in ideali, concretizzati da programmi, fatti conoscere tramite una propaganda onesta e trasparente. Oggigiorno, non è la mancanza di impegno politico o di idee a rendere il nostro paese pigro e lento di fronte all'Europa scandinava, o mediterranea o non italiana che, seppur in molte cose arrabattandosi, riesce a far sì che i furti diano un 10% del bottino al popolo. Dire che tutti i politici rubano è retorico come è retorico dire che la politica adesso è una cosa sporca ma è anche retorico il solo pensare di poter avere il potere di cambiare lo status quo attuale, quando il panorama politico è puro appannaggio del clientelarismo e lo scollamento fra base e vertici assume viavia i connotati dell'abisso. Eppure, girando fra i giovani rossi o i giovani neri, quanti di loro ha una vera conoscienza delle origini della loro posizione politica, così vistosamente ostentata? quanti skinhead varesini hanno idea di cosa sia il corporativismo, spina dorsale dell'economia secondo i pensieri di Mussolini? Quanti sinistrorsi super impegnati in manifestazioni ha realmente idea di cosa sia stata la storia della sinistra italiana e di quali differenze sostanziali abbia avuto rispetto alle altre sinistre europee dal dopoguerra ad oggi? domande futiil ed ovvie, ma le domande più annose sono e rimangono: se domani tu neo-comunistello da bar o ringhio-fascista da stadio, dovessi prendere il potere, TU cosa faresti? come vorresti il mondo se avessi veramente il potere di cambiarlo? Qui tutti rispondono in maniera collettiva, nascondendosi dietro un fantomatico programma di partito o degli ideali da baci perugina. Allora se al posto delle parole "socialismo" e "fascismo" mettiamo due squadre di calcio il risultato non cambia molto.. La risposta deve essere ovviamente seria e ben ponderata, tenendo conto di ogni conseguenza economico-sociale delle decisioni prese. Via i negri dall'Italia? bene domani sarà tuo figlio a farsi bruciare in fonderia; no alla proprietà privata? allora sarai contento quando verrò a prendermi il tuo televisore...altre ovvietà naturalmente...anni or sono la politica oscillava tra sostenitori dello stato sociale, in cui tutti avessero una sopravvivenza minima garantita e i liberisti, in cui l'economia trascinava il paese, permettendo agli imprenditori di investire e far girare liquidi. Al giorno d'oggi le parti si sono mischiate, chi era liberista ora usa lo stato per farsi dare il danaro da investire, chi era per lo stato sociale invece liberalizza per conservare il proprio cadreghino. Fino a non molto tempo fa, pur già disgustato dalle empietà politiche, sostenevo un impegno, quantomeno a livello di aggiornamento sulle vicende, guisto per far sì che ogni tanto, sorpresi con le mani nella marmellata, i politici si vergognassero un po'...ora che anche la denuncia politica è diventata una buffonata che fa ascolti in televisione, quindi strumentalizzata ad hoc, ora che l'Italia viene uccisa giorno per giorno da chi ormai di politico non ha più niente, io non voglio essere complice e mi chiamo fuori da questo scempio. CIto Althusser quando sostiene che ogni forma culturale, sociale ed economica, per quanto avversa, è sempre conferma dell'ideologia dominante. Allora ho deciso di non fare più nulla, per affrancarmi da questa ideologia, Intendiamoci, continuerò a dare il mio voto, affinché l'altra fazione non vinca(notare la sottile sfumatura), ma voglio restare fuori da tutto, affondare nel mio mare di qualunquismo in cui posso ancora vedere la riva se nuoto cno le mie forze, piuttosto che una nave è governata da un'equipaggio di pazzi che potrebbe portarmi chissaddove! Per questo Joe Capresis scrive del qualunquismo difendendo il qualunquismo in cui, il non prendere una posizionesu nulla, demistificando sia il bianco sia il nero, permette di non avvalersi di nessuna posizione prestabilita dall'ideologia dominante, decostruendo ogni evento fino ai minimi termini, per potersi poi costruire un proprio giudizio partendo dalle parti scomposte.
Un cordiale saluto da Joe Capresis

mercoledì, febbraio 28, 2007

Rossi e Neri non sono tutti uguali

Joe Capresis ha scritto un altro ottimo testo. Spesso leggendo i suoi articoli ho invidiato la sua capacità come del resto ho avuto modo di farlo dal vivo durante le riprese di “Esame orale in Santa Caterina” dove io ho interpretato lo studente e Joe il professore. Lui riusciva ad inventare ed io subivo la sua straordinaria fantasia.

Detto questo, vorrei intervenire riguardo al contenuto dell’ultima sua opera pubblicata dal nostro caro Willie Mays.

Nel corso di varie riflessioni ho analizzato il ruolo del comico. Nella nostra epoca si tende a caricare di importanza il ruolo del comico; in Italia, quasi esclusivamente l’area di sinistra, osanna i comici come portatori di verità, guide morali e politiche, ribelli e perseguitati.

Io oserei concentrarmi su due tipi di comicità. Esiste difatti una comicità che ama esagerare traendo spunto dalla minima protesta popolare sentendosi legittima e profonda; il risultato è però l’opposto, ossia la banalizzazione di una questione cruciale. Esistono invece comici che vanno in profondità, individuando un punto non sufficientemente stimato dal popolo e forse andando proprio contro questo stesso popolo. Naturalmente il popolo non capisce e si sente in dovere di divertirsi ugualmente. Ciò nonostante io credo che tale comico sia superiore perché riesce a ridere e a far ridere del suo stesso stereotipo: egli riesce dunque ad andare in profondità trasformando il comico in drammatico.

Joe Capresis, in “Della Politica”, evidenzia una questione sottile, ossia la continuità tra i desideri del popolo e la classe politica di riferimento. Chi governa corrisponde quindi a colui dal quale i cittadini vogliono farsi rappresentare.

Numerose volte sono giunto alla conclusione che meravigliarsi della classe politica che ci rappresenta è ingenuo, poiché effettivamente non è discorde a quello che la maggior parte della gente pensa. Di conseguenza la democrazia funziona e probabilmente è il metodo più funzionale per governare. Certo, la classe politica è opulenta e a volte, a ragione, si critica la sua inefficienza, ma i cittadini desiderano un rappresentante benestante, poiché nessuno darebbe credito a una classe politica povera e temo neanche a dei rappresentanti sobri che possono permettersi di vivere discretamente.

In alcuni paesi, però, ad esempio nei paesi scandinavi, capita che una parlamentare si dimetta perché in ritardo con il pagamento di una bolletta, e in altri, come in Inghilterra, un primo ministro deve spiegare in Parlamento perché sua moglie sia stata trovata senza biglietto in un treno inglese. Con questo non voglio dire che sia necessario prendere spunto da paesi in cui forse il grado di regolazione supera apparentemente i limiti. Vorrei piuttosto evidenziare il fatto che è manifesto un caso italiano che si pone ai limiti diametralmente opposti ai due casi sopra citati.

The Economist dipinge la democrazia italiana come “difettosa”, “incompleta”, in una classifica delle democrazie mondiali (http://www.economist.com/media/pdf/DEMOCRACY_INDEX_2007_v3.pdf). Corretto non dare credito a classifiche non considerabili come scientificamente esatte (oltre che dalla visione democratica neoliberista) ma è difficile nascondere perlomeno il sospetto che nel nostro Paese siano determinanti delle pressioni di sfere esterne e solo parzialmente controllate.

Cosa dire dei rapporti che Cosa Nostra intrattiene con i partiti politici almeno da quando lo Stato italiano ha iniziato ad interessarsi al Sud? Non mi pare strano che all’indomani della crisi di governo La Repubblica ha riportato la dichiarazione di Berlusconi che assicurava l’intermediazione di Cuffaro con l’UDC. Cuffaro è presidente della Regione Sicilia, ex DC, ex UDEUR, eletto con l’UDC nel 2006 e, soprattutto, nel registro degli indagati per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa nell'ambito dell'inchiesta sui rapporti tra il clan di Brancaccio e ambienti della politica locale. Lo stesso che nel ’91, in una trasmissione condotta da Santoro e Costanzo, dal pubblico, attaccò Falcone e vilipese la lotta Antimafia.

E la Chiesa? Mi pare evidente che anche l’ultima crisi di governo sia stata appoggiata se non propriamente causata dalla pressione vaticana. Non è solo la questione DICO bensì una vera e propria minaccia. Forse il ruolo di Berlusconi è in dirittura di arrivo e una nuova Democrazia Cristiana si riaffaccia su un probabile futuro proporzionale. E lecita è la domanda che si pone il dottor Pendezza: "Come mai in Italia non sono mai esistiti gruppi terroristici anti Vaticano?"

Rosso e Nero non sono uguali. E io sono convinto che alcune parti politiche difendano idee simili alle mie, o almeno sostengano un maggior numero di idee simili alle mie. E io agisco come ogni uomo: devo difendermi per sopravvivere e poter dare più possibilità di riuscita alla mia prole. Dunque io difendo una politica che potrebbe dare più possibilità alle classi meno agiate, senza l’illusione dell’uguaglianza ma con un minimo di rispetto per una giustizia regolarmente imperfetta.

Sostengo che criticare dall’esterno sia poco utile seppur piacevole allo scrittore come al lettore. È necessario conoscere per poter individuare il male minore e magari l’ombra di un tentativo che può permetterci di salvaguardare la nostra specie.

Mauro Striano.

martedì, febbraio 27, 2007

DELLA POLITICA

E' giusto che una classe politica forte e capace guidi la macchina potente dello Stato, per qusto dico TUTTI IN BICICLETTA!

In un mondo dove i rapporti interpersonali sono dominati dalla menzogna, è giusto e sacrosanto che una classe politica rappresenti dal punto di vista esecutivo, tutto ciò. Dove andrebbe la gente priva di un'istituzione che la diriga, la comandi e ne sperperi le risorse in automobili, viaggi e bielorusse prostitute, avvezze a rapporti di carattere rettale? Probabilmente verso il benessere, risponderebbero i più anarcoidi, convinti che le persone fra loro siano solidali e gentili anche senza un energumeno che le costringa e le controlli, ma corrisponde ciò al vero? La risposta non è certo semplice, né esauribile in cumuli di libri e teoresi. io mi sono sempre posto questa domanda, fin da bambino vedevo l'ordine e la disciplina che scaturivano quando il nostro maestro usciva dalla classe per un qualsivoglia motivo. Tutto si tramutava in un informe cumulo di minorenni urlanti, emulatori di comportamenti deviati, acquisiti dai propri genitori, prepotenze, insulti, giochi al limite del pericolo e ancora nessuno pensava al sesso. Crescendo ogni bambino viene in contatto con l'autorità e il potere, quando i giocattoli gli vengono sottratti da qualche coetaneo abnormale, quando i genitori impediscono loro di compiere azioni perniciose per la loro integrità e per la salvezza della loro anima, contro i propri genitali. La parola "politica" deriva dall'antico greco Poleis, ovvero la città-stato dove i greci abitavano e che veniva amministrata. Polis, come contrario di monos, significa anche "molti" ovvero un'affare in cui entrano molte persone, la maggior parte delle volte per gabbarci. La polis, quindi la città detta anche comunità, amministrava la "cosa pubblica", dal latino Repubblica e, visto che il latino non era ancora stato inventato, Pericle si teneva tutto il potere per sé ridacchiandone la sera a cena con gli amici. Ci sono vari modi per governare un paese e diversi tipi di sistemi per soggiogarlo e trarne quanti più quattrini si possa. Il metodo probabilmente più antico è il governo di una sola persona che, come autorità al di sopra degli altri cittadini, amministra, regolamenta e dirige lo Stato-comunità conducendo una vita fra lo sfarzo e le prostitute. Questa prima forma di governo porta il nome di monarchia, detta anche "un'ottima alternativa al guadagnarsi il pane onestamente" e consta al suo interno di tre sottoinsiemi. Vi è la monarchia sacra, in cui il fortunato di turno è chiamato a governare uno Stato per investimento divino, come rappresentazione ed emanazione di un qualcosa che vagamente esiste, a ricordarci che, anche nell'aldilà, ci sarà qualcuno che farà il prepotente rubandoci tutti i nostri soldi. Generalmente il monarca in questione va in giro vestito in maniera piuttosto buffa e tende ad avere un caratteraccio soprattutto quando si ironizza su quanto sia ridicolo l'espediente con cui si è fatto incoronare. Appartengono a questo tipo ad esempio i faraoni egizi, figli di dei umanoidi con teste di animali(e poi dicono che il sesso zoofilo non esisteva), i principi aztechi che avevano il simpatico hobby di sciacquare col sangue umano le loro piramidi, tanto per renderle competitive coi loro rivali eigizi, alcuni imperatori decerebrati sparsi nella storia europea e qualche altro simpaticone che, con la scusa del Dio, ha fatto a fette una buona parte di umanità nei secoli. Un caso particolare è il Papa della Chiesa Romana. Egli è il rappresentante diretto di Dio in terra ed è capo dello Stato Vaticano. Ora la città del vaticano conta nella sua popolazione, solo prelati di vario rango, per cui tutti funzionari ecclesiastici vaticani. Egli non è quindi un monarca in quanto non dispone di un popolo inerme su cui perpetrare le più basse nefandezze. L'unica cosa che fa è dettare regole morali che vengono appoggiate e seguite dai paesi professanti religione cattolica, fin quando tali direttive spirituail non entrino in conflitto con qualche multinazionale. Mi sono sempre chiesto come fosse possibile che un uomo o una donna, abbracciando il sacerdozio, conducessero una vita casta sotto l'occhio severo del Signore. Vi siete mai chiesti perché tutte le statue di Gesù le fanno fare con gli occhi chiusi? Anche Dio comanda incontrastato sul suo popolo, ma non per emanazione divina, in quanto è egli stesso il dio in questione, se così non fosse sarebbe conflitto di interessi e non potrebbe appartenere all'infinta perfezione divina, a meno che non sia considerato un pregio. Il secondo tipo di monarchia è detta assoulta e differisce dalla prima dal fatto che, invece di un Dio, è stato qualche altro cretino a mettere in mano tutti i poteri a un solo squilibrato. Questo qualcuno può essere il padre o qualche parente, e allora si dice monrachia ereditaria o lignaggio, un organo esecutivo minore e allora si dice elettiva oppure il popolo stesso e si chiama idiozia. Infine, quando un popolo si risveglia dal sonno e si rende conto di quanto sciocca sia l'idea di dare tutto il danaro in mano a un solo cretino e cerca quest'ultimo per presentargli il conto, qualora sia abbastanza furbo da non farsi ghigliottinare, si ha una monarchia costituzionale. La suddetta è una forma rappresentativa in cui il re ha il solo potere di fare figuracce di fronte ai giornali scandalistici, coprendo le bassezze che nel contempo compie il governo vero e proprio. All'angolo opposto abbiamo invece la tanto decantata democrazia, una parola che risuona come una campana d'oro, il cui rintocco si ode a kilometri di distanza, ovunque si erga alto il grido di libertà, componendo assieme una melodia festosa di fratellanza che scalda i cuori, unisce i popoli e copre il rumore della vosrta porta che viene scassinata mentre l'esecutivo vi svaligia la casa. La democrazia è letteralmente il potere del popolo. Ovviamente un popolo non può recarsi tutto in parlamento per legiferare, il parcheggio sarebbe un vero problema, quindi, per evitare fastidiose code al casello, esso viene raprresentato da degli insiemi di crimnali detti "partiti". Ogni partito si fa portavoce di una porzione di popolo che la pensa in maniera analoga e porta questa idea in parlamento nella maniera più scomposta e disordinata possibile. Tramite le elezioni, vengono assegnati i seggi in parlamento in maniera proporzionale alle preferenze dimostrate dalla popolazione. in sede di decisione la maggioranza ottiene il potere di rovinare definitivamente un paese. Per questo ogni partito, tramite una campagna elettorale mirata, cerca di assicurarsi il maggior numero di voti, attirando a sé quella porzione di elettorato indeciso di quale morte morire. Tuta questa gente eletta e disdicevole si occupa della succitata Repubblica. Anche la repubblica consta di diverse forme, a seconda di quanto previsto dalla sua costituzione. In italia, ad esempio, si ha una repubblica parlamentare, in cui il già nominato parlamento, si diverte alle spalle dei cittadini baloccandosi con auto costose, viaggi e altri servizi totalmente gratuiti, alzando la voce in nome della libertà quando gli se lo fa notare. In USA abbiamo invece una Repubblica presidenziale, in cui il presidente ha il potere di essere manipolato dalle multinazionali e prendere decisioni in base ad esse, sbattendosene ampiamente di tutti gli altri organi governativi. Negli Stati Uniti il presidente è anche capo dell'esercito maggiormente armato dal punto di vista nucleare, quindi non è un'idea particolarmente saggia chiamarlo "vecchio mio". In Francia abbiamo una forma di governo simile chiamato "presidenzialismo alla Francese" in cui tutto il parlamento prende in giro il presidente per non essere come quello americano. In India abbiamo invece una società basata sulla saggezza e la tradizione millenaria, con un governo basato su "caste" ovvero classi sociali a compartimento stagno, definite per nascita da cui non ci si può affrancare se non reincarnandosi nella vita successiva; tale forma di governo di chiama imbecillità. In Cina si ha una forma di governo in cui il presidente mette a morte chiunque sia così stupido da farsi beccare in un paese formato da un miliardo e mezzo di persone tutte uguali! Mi sono sempre chiesto che cosa si potesse ottenere se avessero un figlio un afro-americano ed un asiatico...nessuno se fossero dello stesso sesso, oppure, qualora di sessi differenti, probabilmente un'ape(queste me le passa la mutua). Altre forme di governo sono presenti sul globo, troppo numerose per citarle tutte, faremo solo alcuni esempi salienti. Ad esempio quando il maschio più forte ottiene il potere sulla comunità e il diritto ad accoppiarsi con tutte le femmine, ovviamente non capita mai sia il più intelligente ad avere il potere in quanto si chiamerebbe "democrazia". Altra forma saliente è quella in cui sono più di una persona ad avere le redini del paese, ma senza spartire nulla col popolo. Si chiama oligarchia ed era spesso formata da una cerchia di nobilimolto più avidi di un singolo re. L'ultima forma che citeremo è quella in cui gli anziani di un villaggio, parlando per bocca di gente defunta, si divertono a inventarsi regole e condotte totalmente arbitrarie e fuori luogo, basando il governo direttamente sull'Alzheimer.
Ma come funziona il nostro governo? mi scrivono sempre più spesso i bambini quando lal oro madre entra in camera interrompendo le loro lunghe sedute di autoerotismo? Per far sì che anche i più piccini e depravati riescano a capirlo, faremo di seguito un piccolo plastico letterario all'uopo di esplicare gli intricati sistemi politici italiani anche al più cretino. Tutto parte dal popolo che, vista in televisione la valletta più procace, vorrebbe attrarre a sé un buon quantitativo di donne di simil fatta, ostentando beni di lusso quali macchine, vestiti e cellulari. Ogni classe sociale quindi ha bisogno di un organo al di sopra del popolo stesso che crei delle regole che permettano di ottenere tutto ciò con il minimo sforzo. Ogni piccola parte della popolazione ha uno stratagemma diverso per mettere le mani sul bottino che prende il nome di "programma politico". Raccogliendo delle firme ognuno di questi manipoli può eleggere un suo raprresentante che concorra all'assegnazione di un posto al parlamento in cui, lavorando poche ore al giorno, si viene trattati da nababbi alla faccia del popolo assetato. Vengono fatte le elezioni e ognuno di questi drappelli di persone, chiamati partiti, in proporzione ai voti ottenuti, manda la sua rappresentanza in parlamento, imbucando i suoi adepti in due organi chiamati "camera dei deputati", in cui un sacco di gente iraconda manifesta la propria totale inadempienza al compito, con comportamenti violenti, e la "camera dei senatori" in cui un capannello di vecchi bacucchi imita l'altra camera. Tutti i partiti vengono raggruppati sia ideologicamente, sia da un po' di anni, strutturalmente, in 3 grandi insiemi chiamati Destra, Sinistra e Centro. La prima ha idee liberali in cui le grandi industrie possano fare il loro comodo coi soldi delle tasse degli italiani, la seconda invece ha idee molto simili ma le chiama "scelte populiste", la terza ha idee oscillanti in accordo con chi è al potere in quel momento. Fino a poco tempo fa il nostro sistema elettorale si chiamava proporzionale e dava i seggi alla camera e al senato in base alla quantità di voti ottenuti da ogni singolo partito. Il partito di maggioranza creava il governo, coalizzandosi con gli altri partiti maggiori, creando la massima confusione col minimo sforzo. Ora il nostro sistema si chiama maggioritario e raggruppa i partiti in due grandi schieramenti detti "poli", che permettono allo Stato di rimpiangere il vecchiodisordine. Il polo di maggioranza mette il suo leader a capo del governo, il quale nomina i segretari a capo di ogni ministero dando forma così all'esecutivo, uno dei tre poteri su cui poggia la repubblica. i poteri, per chi non li conoscesse, sono quelol legislativo, in mano al parlamento in cui viene stabilito il piano per la rapina globale, l'esecutivo che lo mette in pratica e quello giudiziario che arresta i derubati. Sopra le parti vi è il presidente della repubbilca, per noi solo una carica rappresentativa con pochissimi e limitati poteri e funzioni quali la fiducia al governo presentato, peraltro una pura formalità, il potere di sciogliere le camere qualora non siano in grado di sottrarre abbastanza denaro al cittadino e la funzione di fare discorsi retorici ed incomprensibili a capodanno. Ora, come fa a prendere vita una regola per il costante apporto di donnacce al popolo? avevamo lasciato i nostri cittadini in balia del loro bisogno di automobili e corbellerie assortite, ma cno un loro rappresentante in parlamento. Ogni rappresentante, meglio se della maggioranza, può proporre una legge, per far sì che una determinata parte della popolazione venga favorita economicamente onde assicurarsi le femmine migliori. La legge viene quindi presentata e discussa alla camera e, se soddisfa gli interessi personali della maggioranza dei deputati, assicurando loro un buon afflusso di donne di malaffare, la legge viene discussa in senato. Lì vale la stessa procedura, un po' più lunga data l'età media e alcune palesi disfunzioni erettili. una volta approvata il primo ministro, dopo averla esaminata ed essersi assicurato la sua parte di bottino, la presenta al presidente della repubblica che la firma,pregando vivamente di non dimenticarsi di lui durante la spartizione. Una volta firmata, la legge viene pubbilcata sulla gazzetta ufficiale e la classe sociale beneficiaria di ciò avrà 5 lunghi anni di prosperità alla faccia delle altre classi sociali che invece devono ancora trovarsi le donne nei locali di second'ordine facendo loro costosi regali.
In definitiva la politica è importante per 3 motivi: primo permette alle classi sociali più agiate di riprodursi con le femmine migliori, secondo perché toglie dalla società gli elementi più violenti e abbietti, rinchiudendoli in un luogo preciso e ben sorvegliato e terzo perché ci permette di dare un volto e un nome contro cui imprecare.

lunedì, febbraio 19, 2007

Mimmo Balestra lascia gli spazi dopo gli apostrofi.

SUSANNA E LA BOLIVIA

ovvero, non pensavo che sarebbe andata così.

Caro Williemays,

sono seduto, qui, in piedi, a ridosso di una scrivania che mi dice scrivimi addosso e scrivigli a Willie Mays.

Di ierisera ricordo di aver minacciato un barista che non voleva darmi da bere, fino a farmi cacciare fuori dal locale, poi inseguivo un giovane spacciatore maghrebino per dimostrare alla gente che anche loro possono avere paura, poi mi sveglia qualcuno che sale le scale del condominio e allora decido di entrare a casa per fare una doccia. La doccia non l’ ho fatta e siede ora a fianco a me, nascosta nell’ombra maculata di queste tapparelle, Susanna, la mia musa del senso d’insoddisfazione, gli occhi le spuntano da sopra il bavaglio che le chiude bocca, implorano un qualcosa di vero, un liberami che colpa ne ho io, sporcato dall’ evidente rassegnazione del sapersi giustamente in punizione.

Susanna legata alla sedia dell’ ikea.

Anch’io seduto, dicevo.

Ho finito da pochi giorni con il montaggio di “Bolivia e Colaziones: andiamo in profondità” il documentario di prossima uscita nelle sale cinematografiche, prodotto e distribuito, insomma, sostenuto economicamente, dal disinteressato finanziamento di Chevron-Texaco. I soldi ce li han messi loro.

Con la troupe abbiamo vissuto due mesi insieme ai Colaziones. I capi tribù Bornetto e Crioches ci hanno accompagnato tenendoci per mano nella mediazione dei rapporti con gli altri abitanti del villaggio che ovviamente non conoscono nessuna lingua occidentale: metri e metri di pellicola girati, abbiamo registrato, di momento in momento usi abitudini di questa tribù, entrando nella serenità delle loro capanne, scoprendo i più intimi riti quotidiani; uccidendo il piccolo Paneburro (nome che per i Colaziones significa ‘Speranza’ o qualcosa di molto simile al nostro ‘Il buongiorno si vede dal mattino’), siamo riusciti ad entrare in diretto contatto con la disperazione e tutti i sistemi valoriali ad essa connessi, abbiamo così potuto assistere al rito funebre in modo da indagare le lacrime alla radice e capire, come ha potuto questa comunità, mantenersi così pura nei secoli tanto da essere anche conosciuta come la tribù della pace e amore in tutto il mondo, ultimo raro esempio di comunità a gerarchia orizzontale dove, come dice Bornetto, “le regole per la convivenza sono poche: nessuno è capo, è capo solo chi c’ha ragione, inoltre io e Crioches, non possiamo avere torto”.

Il mio scopo era dimostrare che la malvagità non è insita nell’uomo ma frutto dello scontrarsi con l’ambiente esterno e che è possibile, per alcuni popoli e quindi potenzialmente per tutti gli esseri umani, vivere nella più totale armonia senza nemmeno litigare per chi tiene il telecomando.

Erano anni che sognavo di realizzare questo progetto e arrivano questi di Chevron-Texaco che mi dicono ci piace, ti finanziamo noi e io gli dico bene, grazie e fate bene e vi capisco perchè anche voi avrete un ritorno d’immagine e potrete dimostrare che i grandi concentramenti economici come il vostro non servono solo a mantenere uno status quo di potere ma possono anche aiutare la diffusione della conoscenza e potremo dimostrare quindi, che il capitalismo, anche quello più sfrenato e malfamato del mercato petrolifero, può, con le sue infinite risorse e attraverso i suoi infiniti canali di comunicazione, trovarsi a finanziare i più disparati progetti, compreso quelli con nobili intenzioni come il nostro, e loro mi dicono, infatti sì, firmi qui e io firmo lì, MimmoBalestra.

Ora, a montaggio finito e a pochi giorni dall’ anteprima che si terrà a Roma ho scoperto che, Chevron, in accordo con Bornetto e Crioches, ha comprato il terreno abitato dai Colaziones e ha già cominciato i lavori di trivellazione, distruggendo così l’ecosistema locale e costringendo i Colaziones a spostarsi in una vicina riserva ricca di supermercati e lavatrici appositamente creata da quelli della Chevron che mi dicono, lì ognuno avrà finalmente il suo telecomando e poi adesso che i Colaziones si sono spostati il suo lavoro vale molto, molto di più non trova? Ma cosa trovo io, trovo che sono stato usato, mandato in avanscoperta con i denti bianchi sorridenti davanti e quelli marci taglienti dietro

A questo punto non posso lamentarmi dirai.

Invece c’ho questa scrivania qui pressante e Susanna che mi dice mesi e mesi di lavoro e fai finta di essere soddisfatto i tuoi metri di pellicola li hai girati e ora te ne andrai alle varie presentazioni a ubriacarti gratis, a godere del tuo trionfale ritorno dal sudamerica e rispondere alle solite domande, com’è andata? e com’è la gente? figa?

Non posso, non posso.

Williemays, purtroppo mi ritrovo ancora una volta a usare questo spazio per lanciare un messaggio d’aiuto, guarda questa mano, la vedi? È tesa verso l’alto nella speranza che qualcuno voglia afferrarla e tirarmi su, su da questa merda che mi fa annegare, da questa merda che ‘non ne fai mai una giusta belin’.

L’ averti scritto comunque, mi ha già fatto bene, credo che non rinuncerò ai prossimi appuntamenti mondani, credo che mi ubriacherò prima di arrivarci, per riuscire ad esagerare nel momento in cui sarò lì, e ubriacarmi di più; userò ancora quei denti bianchi sorridenti davanti, ma serbando, a quei miei simili, i denti marci taglienti, piscerò nella vasca del ponch e vomiterò nel decoltè della più bella e ancora, piscerò e vomiterò, per te, grande Williemays, padrone dell’istante, servo di niente.

Mimmo Balestra

Ti saluta Susanna.

giovedì, gennaio 04, 2007

Dio Cane 2007

L’anno 2006 si è concluso con assurdi dibattiti su quanto fosse sbagliato uccidere Saddam Hussein e quanto fosse giusto uccidere Mussolini poco più di 60 anni fa. E Word per vendicarsi mi indica Mussolini come errore. Allora è stato ucciso veramente, dico io. È sufficiente che un capo di governo fantoccio, tale Al Maliki, anche lui tacciato come errore da Word, dica una baggianata per scatenare polemiche tra gli intellettuali di sinistra italiani. I quali dicono: ma no, noi lo abbiamo ucciso il Duce così, perché eravamo in guerra mentre Saddam è stato ucciso dopo un processo durato anni e anni come se fosse amore, dio cane. E ancora dio cane.

Del resto lo dico sempre a Dilna: certe cose nella vita bisogna saperle fare. E allora le insegno a pregare il Dio cane facendo il saluto romano. Perché in lui risiede la verità: nel Dio cane. Il Dio cane moltiplicò i gatti ma non i pesci, moltiplicò gli stolti e non gli intellettuali.

Il Dio cane ci preparò ad adattarci. Un tempo ci si adattava al clima, e la specie che sopravviveva era colei che riusciva ad evolversi. Ora bisogna adattarsi alle feste idiote, agli ambienti universitari, agli ambiti professionali. Il tutto per procreare o fare soldi per procreare. Joe Capresis, Makal Lakam, Mimmo Balestra, dove siete in questo amorevole anno 2007? Bisogna creare nuove regole, imporle, per costruire un nuovo ambiente e procreare tutti insieme.

Il Dio cane è vita. Buon anno. E come dice spesso il Dio cane a Dilna: "la vita è difficile solo se la fai essere difficile. E certe cose nella vita bisogna saperle fare".

A proposito di Saddam e Mussolini

Tra gli aneddoti di speranza e di delusione trova spazio anche la storia dell’autore di "Fischia il vento". Dietro alle parole del celebre motivo c’è il giovane Felice Cascione, uno studente di medicina nato a Imperia nel 1918 e venuto a Bologna per coltivare la sua passione per l’arte medica, per lo sport e per quella politica che poi l’assorbì fino alla morte.

Attivo antifascista sin dal 1940, Cascione, l’anno dopo la laurea conseguita nel 1943, si affianca alla madre nella guida delle manifestazioni popolari a Imperia per la caduta del fascismo. Una marcia per le strade che presto diventa lotta armata: dopo l’8 settembre, Cascione raccoglie infatti un piccolo numero di giovani e nella località di Magaletto Diano Castello anima la prima banda partigiana dell’Imperiese. Guida i suoi ad azioni vittoriose, ma lui, definito da Alessandro Natta "bello e vigoroso come un greco antico", non tralascia mai di prestare soccorso ai montanari delle valli da Albenga ad Ormea.

Una fedeltà alla professione così assoluta da condurlo all’errore. Durante la battaglia di Monterenzio i partigiani catturano un tenente e un milite della Brigate nere (M. Dogliotti). Un impaccio di cui la squadra si vorrebbe eliminare, ma che "U megu" - il dottore - vuole salvare, vedendo l’uomo sotto la divisa: "Ho studiato venti anni per salvare la vita di un uomo – dice Cascione - e ora voi volete che io permetta di uccidere? Teniamoli con noi e cerchiamo di fargli capire". Così i due fascisti seguono la banda in tutti i suoi spostamenti e Cascione divide con Dogliotti, il più malandato, le coperte, il rancio, le sigarette. C’è chi diffida, ma il medico replica a tutti che "non è colpa di Dogliotti, se non ha avuto una madre che l’abbia saputo educare alla libertà".
Passa circa un mese e il brigatista nero fugge. Pochi giorni dopo, Dogliotti guida alcune centinaia di nazifascisti verso le alture intorno ad Ormea, che sa occupate da unità garibaldine. All’alba la battaglia divampa dal versante di Nasino di Albenga. "U megu", con i suoi, tenta un colpo di mano per rifornirsi di munizioni. Il tentativo fallisce. Cascione, gravemente ferito, rifiuta ogni soccorso e tenta di coprire il ripiegamento dei suoi uomini. Ma due di loro non se la sentono di abbandonarlo e tornano indietro: Emiliano Mercati e Giuseppe Castellucci incappano nei fascisti. Mercati sfugge alla cattura, ma Castellucci, ferito, è selvaggiamente torturato perché dica dov’è il comandante. Cascione, quasi agonizzante, sente i lamenti del suo uomo seviziato, si solleva da terra e urla: "Il capo sono io!". Viene crivellato di colpi.

Per il coraggio dimostrato, a Felice Cascione fu conferita la medaglia d’oro alla memoria.

domenica, dicembre 10, 2006

DELLA RELIGIONE

ovvero
Se mentre mi masturbo vengo addosso ai genitali della mia gatta, è sempre "Onanismo"?


Tutte le popolazioni della Terra, per quanto eterogenee e diverse fra loro, si affannano alla ricerca di un qualcosa che vada oltre il terreno, qualche forma di entità superiore che risponda alla loro domanda atavica sulla provenienza del genere umano e dell'universo tutto, qualche divinità che spieghi loro il motivo per cui il vicino di casa abbia un'automobile più costosa e potente. Ogni cultura, ogni zona, ogni etnia ha la sua religione con cui tenta di spiegare l'origine del proprio gruppo, l'ordinamento sociale e la destinazione finale., una volta che un suo componente trapassi. Insomma ogni popolo della Terra ha un suo dio cui riferire epiteti blasfemi quando la sventura lo permea. L'annosa questione che da immemore tempo attanaglia l'umanità ha a che fare con l'esistenza o meno di tali divinità, reputandole o antecedenti l'uomo, quindi sue creatrici, o postume, create da esso stesso. Da una parte una folta schiera di persone che, obbedendo alla parola di un dio mai visto né conosciuto, riferita da persone vestite spesso in maniera buffa e vistosa, in luoghi che poco hanno a che fare con la sobrietà e la posatezza dei costumi, spesso densi di fumo ricavato da sostanze ritenute profumate, sentono e sostengono di esserer stati creati dal nulla da questo fantomatico dio che, in maniera differente in base alla tradizione locale, non avendo nulla di meglio da fare, crea un gran casino, sciaquandosene abbondantemente gli ammenicoli una volta che esso ha preso vita. Dall'altra parte abbiamo la controparte detta "atea" che sostituisce la parola Dio con la parola "scienza" obbedendo ciecamente a teorie sperimentali in totale impossibilità di soddisfacenti comprovazioni. Naturalmente, trattando della religione, non è interesse nostro loquelare attorno a ciò che religione non è, quindi soprassederemo sull'ateismo rimandandolo ad eventuali futuri approfondimenti. Tornando alla religione vediamo come l'uomo ha bisogno di essa e come molte religioni, pur sostanzialmente diverse, abbiano degli elementi ricorrenti in comune, come ad esempio una classe sacerdotale inetta e approfittatrice, pagata solo per riferire i vostri peccati a Dio, ridendone con esso alle vostre spalle. Personalmente ho sempre amato confessarmi, è un geniale sistema per confidare ad una persona importante le vostre perversioni più recondite senza che essa possa poi divulgarle al bar con gli amici.
Da quando il primo uomo mise piede sulla terra scendendo dal suo albero di banane, luogo sicuro da cui lanciare sterco sugli altri ignari animali, senza così esporsi al rischio di ritorsioni, la paura di tali rappresaglie aveva reso la vita umana effimera e scarsamente sicura. Non avendo ancora armi per sterminare le specie che lo insidiavano, l'uomo aveva bisogno di qualcosa che lo confortasse e che lo consolasse in caso di dipartita sua o di suoi cari, non essendoci ancora beni mobili e immobili da dividere in eredità. Nessun espediente materiale riusciva a infondere la sicurezza d'animo di cui l'uomo sentiva il bisogno, tanto che il volto gli si corrucciò nella tipica espressione scimmiesca con cui dipingiamo l'uomo primitivo sui sussidiari delle elementari. Fino a quando uno di loro, colpita con l'alluce una pietra aguzza, inveì dal dolore verso qualcosa a cui non aveva mai inveito prima e nacque la religione. Subito dopo, uno della tribù particolarmente sfaticato, trovò un sistema per mangiare senza lavorare né cacciare, a spese altrui creando la classe sacerdotale. Ho sempre trovato deliziosi i preti, soprattutto quelli delle piccole parrocchie di perfieria, così lontane dalle sedi vaticane che mi viene spesso un moto di pietà tale, che gli vorrei fare omaggio di un piccolo trono d'oro tutto loro su cui sedersi e parlare ai fedeli di carità e pauperismo. Di lì in poi ogni popolo ebbe il suo culto, dapprima dei culti rozzi, in cui sciamani e santoni predicavano per poche briciole, non avendo ancora capito come funzionava il business, fino a raggiungere lo status di vera e propria classe sociale. Nell'antico Egitto, infatti, i sacerdoti erano una delle classi più agiate, secondi solo al faraone che, più furbo di loro, si era proclamato direttamente figlio del dio. E da allora la storia non fece che ripetersi, in cui chi riusciva a spararla più grossa proclamandosi qualcosa di affine alla divinità in questione, poteva abbuffarsi più degli altri. Per molto tempo la religione è stata il fulcro della vita dell'uomo, modellando quest'ultima in base alla prima. Per tutte le culture a lingua scritta, infatti, i testi sacri, oltre a dare delle direttive morali, sono forieri di principi civico-politici in base ai quali creare e plasmare la società. Nel medioevo, ad esempio, presso le popolazioni cattoliche, la vita del cittadino medio era scandita dalle messe e dalle preghiere, alternando il lavoro alla stregua dello schiavo a un intrattenimento fatto di nenie in latino in cui si lodava qualcuno che, di guadagnarsi il pane, non aveva davvero bisogno. Tutto ciò era comunque ben accetto in Europa, tanto che nel 16esimo secolo una parte decise di affrancarsi dalla Chiesa romana per fondare una nuova religione basata sul lavoro e sulla predestinazione al paradiso, una sorta di gratta e vinci in cui il premio è dare un senso al sudore della tua fronte. Per gli islamici, è il Corano a dettare perfino molte delle strampalate leggi in vigore, tanto che alcuni paesi tutt'oggi basano il loro organo giudiziario ed esecutivo su questo libro scritto quasi mille anni fa. L'uomo segue i precetti della propria religione, per quanto scomodi e spesso atti a privilegiare persone con la casa più spaziosa della sua, per la speranza di una vita migliore nell'aldilà. Il subire silenziosamente le angherie costituisce così un merito per cui, una volta deceduti, ci verranno dischiusi i battenti di un mondo incantato meraviglioso fatto di nuvolette, persone alate e totale astinenza di sesso. Ogni religione ha un aldilà diverso ma il modo per ottenerlo è grossomodo il medesimo: seguire quanto più alla lettera, ciò che il grassone vestito strano vi dice di fare. In alcune religioni viene prescritta l'ascesi totale, allontanrsi il più possibile dai propri beni terreni quel tanto che basta affinché si possano portare via senza che ve ne accorgiate. In altre è il sacrificio personale, fino all'immolazione delle proprie natiche per il bene della causa comune che riserva il diritto di condurre un'esistenza ultraterrena in compagnia di 72 vergini alle vostre dipendenze, anche se non ho mai capito se questo costituisca un premio o una punizione; in effetti o si passa il resto dell'eternità a sgobbare come un fabbro per soddisfarle periodicamente tutte o si passerà il tempo fino alla fine di esso a sobbarcarsi il tetro umore delle donne frustrate sessualmente. Come potrei mai dimenticare il rapporto conflittuale che avevo da piccolo con la religione e gli amministratori del suo culto. Avevo l'insano terrore che le suore che gestivano il catechismo del lunedì pomeriggio, in prima elementare, potessero divorarmi dietro tacito consenso della mia famiglia, ormai rassegnata a non poetr salvare un tale scapestrato figlio che, durante la preghierina in classe, pensava a tutt'altro. In effetti uno dei miei primi dilemmi riguardo la religione fu sul buongusto di appendere cadaveri al dissanguo nei luoghi pubblici, salutando tale cruenza con abnegazione ed umiltà. Trovavo piuttosto strano il salutare e venerare quell'oggetto, ovvio che Dio non esaudisce mai i desideri, il tizio sopra è morto! Ad ogni modo tutte le altre religioni che permettono una qualsivoglia rappresentazione dei propri dei, li raffigurano in buono stato di salute o quantomeno vivi. Il parlamento italiano ha trovato una potenziale soluzione allo scontro teologico fra le minoranze islamiche e l'autoctona religione cattolica, che potrà appianare tutte le divergenze. Gli islamici potranno tranquillamente adorare il loro dio nei luoghi pubblici, purché venga crocefisso. Tornando alle questioni politiche riguardanti i culti, tralasciando il già citato islamismo, permeante le costituzioni degli stati musulmani osservanti, anche il cattolicesimo tende ad avere un certo peso sugli stati praticanti e, in particolar modo, sull'Italia. Nella storia della nostre giovine Italia, numerosi sono stati i casi in cui la Chiesa, muovendo i voti dei propri fedeli, ha deciso le sorti elettorali del nostro paese. Per questo tutti i governi che si sono succeduti, hanno sempre guardato ad essa con occhio di riguardo, legiferando e riformando in un senso sacrale, affrontando temi scottanti quali aborto, contraccezione e famiglia con l'ottica progressista di un'istituzione che tendeva a dar fuoco a chi la contraddicesse. Ho sempre trovato fuori luogo che fossero dati tutti quei poteri al capo della Chiesa cattolica, se quello è il tramite fra noi e Dio in persona, potrebbe incenerirci tutti! Un'eccezione alla tradizionale va del culto è lo scintoismo giapponese, religione più incline alla corrente filosofica che all'acritica accettazione di una divinità avvezza a pesanti scherzi per saggiare la portata della fede di ognuno. In effetti, dopo 2 atomiche, sarebbe anche difficile credere che dal cielo possa venire qualcosa di buono. Per concludere la religione è molto importante per i popoli per tre motivi fondamentali. Il primo è che tiene il popolo coeso e cementato sotto un valore comune e assoluto, mentre il potere lo sfrutta impietosamente; il secondo è che rassicura le genti su ciò che viene dopo la vita terrena, creando un'aspettativa extraterrena e giustificando la propria impotenza chiamandola "fede incondizionata"; il terzo è che, se non ci fosse una Chiesa e i preti non avessero un lavoro, i nostri figli sarebbero in pericolo!

martedì, ottobre 31, 2006

LETTERA A JOE CAPRESIS

Caro Willie Mays,

Ho accolto con amorevole interesse l’iniziativa di Joe Capresis. L’amore per la prima volta è stato analizzato in questa cinica miscela di parole in libertà che solitamente avete chiamato comunità.

Eppure ricordo ancora e mi piace citare agli sconosciuti che incontro alla fermata Barrière del tram 81, famoso per la sua straordinaria capacità nel cogliere impreparato l’abbonato Stib della città dei parametri (chiedo venia al maestro Joe per la citazione), l’aneddoto che ritrae Capresis come protagonista di un’interminabile conversazione telefonica con una pulzella durante le riprese del celebre video musicale Noche Linda Gi Lu A, una Migna Gigi Là con Sà di Prepuzio Sprangaferri e Makal Lakam.

Erano forse altri tempi, come usano dire gli stolti. Un periodo in cui Joe Capresis, mentre chiedeva al Bangladese di Via Saragozza un hamburger senza pane, si lamentava di fronte agli inviati di Annozero che agli studenti bolognesi non danno neanche da mangiare.

Joe Capresis, nonostante l’amore, è uno scrittore. Egli ha iniziato alla vita di coppia, prima analmente poi lubrificando l’ingresso, un fetido gruppo di trotzkisti assetati di sovrastrutture erotiche. Egli ha illustrato Jim Morrison ai poveri di spirito citando frasi di Proudhon e scene tratte dalla celebre opera prima di Sprangaferri “Professoressa Dislessica in Gita alle Ville del Palladio”. Egli non solo ha amato il prossimo, ma si è anche sacrificato nel fare la corte al Samaritano durante una festa di addio ad Angelo Panebianco.

Una volta mi è capitato anche di vedere Joe commosso, poiché non sopportava la vista di un suo compagno universitario giapponese il quale, in ogni momento della sua vita, sembrava combattere contro la morte. Sovente mi diceva: “Non posso assistere alla distruzione dell’umanità senza prima non aver convinto il mio angelo custode a non uscire il 7 febbraio in zoccoli e canottiera”.

Al mio sedicesimo compleanno Joe mi regalò del sesso orale. Mi disse: “Non sai quanto mi costa inserire il membro in cotanti denti ricoperti di elemento chimico cui il numero atomico è 26? Ma lo sai che in alchimia, durante il medioevo, il ferro era associato a Marte? ”

Questo fu il primo momento in cui mi resi conto di amarlo, non perché avesse un pene che aveva sorpassato vari crash test ma perché riuscì tramite la sua spiccata sensibilità a farmi riflettere a proposito delle difficoltà respiratorie dovute agli apparecchi dentari. Fu unicamente lui ad orientarmi alla carriera di odontoiatra.

Poi arrivò l’amore senza sesso ed incominciai a chiedermi il motivo per cui lui spingesse tanto per l’instaurazione di una coppia aperta. Non posso che ringraziarlo per questo, difatti grazie alla sua riforma sentimentale anche io incominciai ad uscire di sera con lui ed il suo semaforo preferito (quello appunto che si trova all’incrocio tra Riva Reno e San Felice).

La fiducia del resto è un concetto privo di alcuna razionalità. Una volta in treno ho conosciuto una donna che dopo aver letto GQ, gentilmente concessole dal fidanzato il cui scopo era beneficiare del calendario allegato, concepì una nuova teoria sulla fiducia. Prima la scrisse in un blog e poi dopo essere passata dal via, ossia dalla nuova trasmissione di Santoro (la puntata verteva sulla Finanziaria e i tagli alle spese matrimoniali del ceto medio), ne scrisse una commedia teatrale molto apprezzata in ambito Dams “Fiducia: cioè del tipo che secondo me bisogna dirsi tutto nel rapporto di coppia”.

“Io amo tuttora Joe, e lo amerò per sempre nonostante la fiducia per me sia ben harper”.
– Jimi Hendrix


Manuela Sfrigida.

domenica, ottobre 29, 2006

DELL' AMORE

ovvero
Un tempo solevo essere cinico, distaccato e stronzo, da quando ho trovato l'amore sono diventato il contrario di prima: stronzo, distaccato e cinico.


L'amore è uno dei concetti più difficili da spiegare e da categorizzare, non esiste infatti un sistema di paramentri che possa assicurarci o identificarci cosa sia questo amore. Anche gli indicatori sono sfuggevoli e tendono a variare anche in base alla persona e in base a quanto si sia disposti a barare per ottenere quello cui si anela. Personalmente mi sono innamorato un numero piuttosto ingente di volte, praticamente tutte, lasciandomi dolcemente andare agli sdilinquimenti emotivi che ti portano a imparare a memoria testi di canzoni lente e ad amare ciò che normalmente darebbe fastidio. Una volta arrivai perfino a fingermi ghiotto di un dolce sardo, di cui trascuro il nome causa dimenticanza, che penso fosse ottenuto impastando acqua, farina e peccato e tendeva a conglutinare lingua e palato in un molliccio opus cementifico che impediva di pronunciare correttamente la maggior parte dei verbi della lingua italiana. Come distinguere quindi quando l'amore è solo una scusa per acquistare costosi regali e quando è invece un'autentica truffa? In mancanza di una metodologia scientifica che possa classificare i vari tipi di sentimento, fornendo una definizione di tale emozione umana, il metodo più semplice di identificazione è nel sancire cosa non è l'amore. La prima principale distinzione, spesso molto funzionale nell'avvallare la corte di un'altro individuo interessato alla nostra persona, è l'amicizia. Infatti la differenza tra i due stati sentimentali è abissale, amore è quando si perdona ogni aberrazione al partner, amicizia è un modo economico per massimizzare il guadagno che si può ottenere da un'altra persona, minimizzandone il fastidio. A detta di molti, l'amicizia è uno stato che impedisce ogni forma d'amore, preferendo gettarsi nelle braccia di uno sconosciuto qualsiasi, purché alla guida di automobili di grossa cilindrata. Un tempo feci anche io tale scelta, scoprendo da un giorno all'altro che la mia partner era in realtà un semaforo all'incrocio fra Riva Reno e S.Felice, sorpresa che non riservano le persone che già si conoscono. L'amore può invece sfociare o degegnerare in amicizia, altro evento che tende a mettere fine al rapporto, poco importa se la vostra partner stava già uscendo da un mese con quell'ariano energumeno dai preziosi vestiti griffati da stilisti nipponici. Spesso l'amicizia viene usata in termini transitivi per suggelare l'effettiva cessazione di un rapporto amoroso (da amanti stiamo diventando...", "ti lascio ma restiamo...", "ti ho tradito con degli animali invertebrati mavorrei rimanessimo...", "il tuo conto in banca sta diventando eccessivamente esiguo, non vedo come potremmo essere più che semplici...", eccecc). La seconda distinzione saliente è quella fra amore e sesso. Il primo è infatti un modo per non avere rimorsi quando si fa del sesso con altre persone al di fuori del partner, giustificandolo con la differenza col secondo. Le due cose non sono necessariamente concomitanti in un rapporto fra due persone. Ad esempio un rapporto di solo sesso senza amore si chiama comunemente "fortuna sfacciata", il legame di solo amore senza sesso fra due individui si chiama comunemente "fiducia reciproca". Ho sempre rivestito il sesso di una grande importanza, in un rapporto di coppia, preferendo di gran lunga i gemiti godivi delle mie partner alle loro geremìadi invettive contro le loro migliori amiche. Al contrario dell'amicizia, il sesso è una parte integrante dei rapporti di coppia, almeno al loro inizio e viene spesso sostituitio, nel tempo, con lunghe passeggiate, chiacchierate interessanti e altri partner. Molte religioni vedono nel sesso una minaccia per la purezza della carne e per l'integrità morale sconquassata dalle dimensioni di chi, in quest'ultimo, non ne vede il pericolo. Ad esempio la religione cattolica, tramite i suoi più alti funzionari, cerca di convincere i suoi adepti a praticarne l'uso con moderazione, evitandone la funzione puramente dilettevole, per far sì che la loro castità risulti meno pesante, grazie al principio del "male comune". Il mondo laico tenta invece di educare le masse a praticare un sesso consapevole, responsabile e finalizzato ai prodotti di consumo che le multinazionali mettono in commercio. Fortunatamente i media, desiderosi di una proliferazione del giusto verbo in campo sessuale, in ogni messaggio o contenuto, insinuano una sostanza sessualmente significante, incarnata in donne spesso poco vestite per far sì che i giovini virgulti, ancor acerbi dal punto di vista delle esperienze, possano già avere un'idea di insieme di come operare, una volta chiamati in causa per il loro compito. La perizia che si infonde nella pratica sessuale può, in molti casi, giovare al rapporto, sottraendo la coppia a inutili discussioni su chi lasci i calzini sporchi e dove. Ricordo un tempo in cui, per dimostrare alla mia bella che ero un uomo tutto d'un pezzo, mi sobbarcavo il compito di recarmi in farmacia, inviso all'imbarazzo dato dal volto lubrico delle vecchine intente a discernere fra le creme antiemorroidali, per acquistare la protezione che rendesse scevro di veneree insidie il nostro amore. E' sempre stata grande la meraviglia che avevo per la sconfinata varietà di preservativi che l'industria ha creato per poter assicurare a noi consumatori, delle prestazioni sicure e all'altezza delle aspettative. La ricerca farmaceutica ogni anno spende un ingente quantitativo di denaro per assicurare prodotti sempre nuovi e sempre più sicuri, affinché lo yacht degli amministratori delegati di queste multinazionali sanitarie abbiano un costante afflusso di prostitute e droga. Ed ecco profialttici delle più svariate risme, da quelli ritardanti, la cui confezione è molto difficile da aprire, a quelli stimolanti, al cui interno c'è il numero di cellulare di una donna molto più bella della vostra, a quelli per il sesso suoer sicuro, che cloroformizzano la vostra partner rendendole piuttosto difficile l'opporsi alle vostre premure. Un'altra distinzione piuttosto importante è fra l'amore e l'affetto. Quest'ultima è forse la distinzione più labile e più difficile da esplicare, potremmo dire soltanto che l'affetto è un'ottima scusa per mantenere tutti i numeri di telefono di altri partner. L'affetto è un po' come l'amicizia, ci si approfitta dell'altra persona col sorriso sulle labbra, solo che ogni tanto si fa del petting. Sovente l'affetto sboccia in amore, soprattutto quando c'è una certa compatibilità fra le parti e quando viene soddisfatto quel bisogno atavico di costosi regali\pompini di cui è costituito il nobile sentimento amoroso.
La definizione d'amore e la sua percezione variano nel tempo, nello spazio e nel genere. Attraverso la storia l'amore ha sempre avuto un ruolo e una identificazione variabili e mutabili. Nel pleistocene l'amore era una romantica clavata tra l'orecchio e la nuca, seguita da un grugnante amplesso animalesco che poteva essere ripetuto più volte nella stessa serata, anche se non necessariamente con lo stesso partner. Le donne erano molto meno volubili, soprattuto da svenute. Gli uomini, paradossalmente, erano molto più sensibili e attenti alle esigenze femminili in primis perché il calcio ancora non esisteva e secondariamente perché, non essendoci ancora un linguaggio particolarmente articolato, la donna non aveva ancora imparato a lamentarsi. Presso le popolazioni mesopotamiche, con l'introduzione dei sistemi di misurazione, nacquero le prime forme di Stato, in cui una classe politica usava il potere per sublimare ciò che le unità di misura gli aveva spietatamente decretato come "piccolo". Presso le civiltà classiche l'amore era piuttosto in ribasso quando, viste le esperienze con la regina Egizia Cleopatra, la maggior parte degli uomini preferì dedicarsi alla sodomia. Nel medioevo l'amore era visto come una bassezza peccaminosa, cui facevano seguito le peggiori dannazioni infernali, per questo la Chiesa romana si prodigava affinché i suoi fedeli potessero essere protetti e preservati da cotali pericoli e solo nel rinascimento gli fu restituito il suo status sublime, quando la vendita dei libri di poesie d'amore divenne più redditizio del dar fuoco alle persone. Nell'epoca barocca, i migliori liristi europei facevano a gara a chi meglio ritraeva femmine meravigliose con cui non sarebbero mai stati e perfino Macchiavelli scrisse un'opera su quanto avrebbe voluto essere un Principe per trastullarsi con tali pulcherrime donzelle. L'illuminismo, detta anche epoca della ragione, tendeva a porre la questione sul perché ci si dovesse operare in tali e tante fatiche per ottenere sesso dalle donne, fino a qualche anno più tardi quando, con la fondazione del movimento del romanticismo, gli illuministi erano ormai stufi di dormire sul divano. Ed eccoci arrivati ai giorni nostri, in cui l'amore ha finalmento raggiunto quellle vette cui assurgeva da secoli ovvero la maggior fonte di introito delle compagnie telefoniche.
Nello spazio l'amore cambia da cultura a cultura, nell'ebraismo ad esempiola donna è una nobile compagna che ti regge il sacco mentre rapini i tuoi clienti, presso le tribù animiste, la donna è una fucina di figli e deve essere sempre dedita e disponibile alla procreazione, poco importa se ha bisogno di sfogarsi parlando perché al lavoro nessuno la considera come meriterebbe. Per la religione buddista la donna è un essere perfetto e sublime, per questo ci si ritira sui monti impervi a 8000 metri, fra soli uomini a rimanere ore con gli occhi chiusi fingendo che tutto il modno sia una illusione. Una forte differenza esiste fra le due principali religioni abramitiche, cattolicesimo e islamismo. Gesù, finché era in vita, concepito senza sesso, non ne praticò mai né conobbe una donna nel senso biblico, per questo, per i cattolici osservanti, la donna rimane un mistero di cui avere sempre paura, soprattutto se si indossa una tonaca nera con colletto bianco, permettendo loro esercitare il potere del terrore ed esigere forti tributi in termini di fiori e coccole post-amplesso. Maometo, che invece era sposato, impose alle donne il velo, il silenzio e la discrezione in presenza di uomini che non siano il marito, la concomitanza con una o più colleghe e soprattutto la depilazione totale.
Per quanto riguarda la differenza di genere, cosa unisce due persone innamorate? Cosa scatta in due persone affinché l'amore permei la loro esistenza? Quanti zeri ci vogliono per scrivere la parola "amore"? Naturalmente non esitono regole, si dice che l'amore sia cieco, anche se esistono alcune caratteristiche ataviche che accomunano i gusti umani in fatto di scelta del partner. Principalmente potremmo dire che le donne cercano un uomo di cui potersi lamentare con le proprie amiche, gli uomini cercano precipuamente una sordomuta che gli ricordi il più possibile la subrette della trasmissione di calcio della domenica sera. L'arte della seduzione muove da questi principi per tessere le sue trame. Fin dalla più tenera età le femminucce passano ore a curare particolari estetici del loro corpo che noteranno solo quegli uomini dediti al coito anale con persone del loro stesso sesso, per poi farsi cullare dalle attenzioni del ragazzo che le sa sparare più grosse. Da piccolo passavo interminabili minuti in bagno a tirarmi a lustro per uscire la sera. Volevo sempre essere elegantissimo e in ordine per guardare i miei coetanei nerboruti e biondi dividersi le ragazze a suon di rutti, marmitte bucate e frasi blasfeme al limite del regno primate. Ed è forse una lieve componente animalesca che attira le personefra loro, in cui una femmina vuole essere ghermita con forza e trascinata nel nido del maschio che la ingravidi con forza e virilità, assicurando a lei e alla sua progenie cibo, protezione e calore di una famiglia indivisibile, pronta ad affrontare insieme i maggiori perigli della vita, forte della propria indissolubilità e familiare amore che come un cemento, li rende irriducibili alla sventura. E anche il maschio vuole trascinare la femmina nel suo nido.
Che altro aggiungere se non che essere innamorati è un'esperienza meravigliosa, che ci innalza a quanto c'è di divino nella vita, che ci permette di dare tutto ciò che c'è in noi e riversarlo nell'altra persona, di dire cose che non diremmo mai in contesti normali e di sentire un calore ed un trasporto unici nel loro genere e di quanto sia piacevole una sigaretta dopo tutto ciò? In definitiva l'amore è un'ottima cosa per tre motivi: il primo perché costituisce una discreta alternativa a guardare il soffitto sdraiati sul letto la domenica pomeriggio, il secondo perché l'orgasmo col proprio partner non porta alla cecità e terzo perché fornisce ottimi spunti per far girare l'economia di un paese!

Joe Capresis

domenica, ottobre 22, 2006

IL SECOLO VENTESIMO PRIMO

Gli scrittori si amano e adorano ancor più non esplicitare tale passione, rimanere appartati, scovare il luogo più oscuro dove conservare la propria superbia elegantemente celata in una religiosa assenza di autostima. Il critico li ferisce con ferocia dimenticandosi che la modestia può aiutare nei primi momenti l’approccio al genere femminile.

Joe Capresis si ama: egli è uno scrittore. Lui per l’approccio al genere femminile preferisce l’uso della lingua tedesca, soprattutto se ad una qualsiasi festa incontra Mimmo Balestra il quale, pur essendo o forse proprio perché lo è, al di fuori della lucidità mentale sbandierata da Piero Ottone in Vizi e Virtù sul Venerdì di Repubblica, riesce a parlare così male il tedesco da rimediare un rapporto sessuale con l’85% delle donne (sondaggio effettuato dalla Nexus su un campione di 1000 donne tra i 16 e i 78 anni).

Le donne che si credono intellettuali preferiscono Joe Capresis e questo lui lo sa, ma non c’è molto da aggiungere, poiché lui parla tedesco. Ci fu un tempo in cui Piero Ottone detestava il telefono portatile e riusciva in ogni articolo della sua rubrica a scriverne. Poi un qualsiasi suo familiare gli diede in dono un telefonino e lui cambiò d’avviso trovando nell’innovazione tecnologica i motivi a favore.

Quando aprii la porta a Joe molte voci mi vennero contro, ostili alla sua complessità e all’uso fuorviante di neologismi. Gli stessi critici ora lo apprezzano e tessono un intricato e impermeabile vestito di lodi nei suoi confronti.

Si è detto che Joe Capresis e Mimmo Balestra non si stimino, addirittura che la loro relazione fondata sulla competizione sessuale sia intrisa di disprezzo reciproco. Panebianco sull’argomento ha scritto un saggio dal titolo: “Relazioni controverse: la tortura come mezzo di risoluzione?” al quale Sofri ha risposto “prima dovremmo chiedere alle persone direttamente coinvolte”. Mimmo Balestra ha alzato la voce in un dibattito, sbraitando ad una riunione della Cisl e Uil: “La mia vita si è spenta in una notte di pioggia torrenziale. Una pioggia totale, alla Ridley Scott! Che accomuna nel suo precipitare i vicoli e le cantine, la mia stalla e i night club, conferendo ai preservativi addormentati, agli spacciatori in divieto di sosta, ai carrelli del Lidl e ai cani abbandonati, ai cellophane gocciolanti, un sentimento universale d’irrilevanza e d’oblio”.

Joe Capresis non ha ritenuto opportuno prendere parte al confronto. Ma forse la sua opinione deve essere individuata nella sua ultima pubblicazione, nelle settantadue pagine (il numero è in onore al quoziente intellettivo di Vittorio Feltri) dei suoi racconti tra i quali spicca “Il dilemma del prigioniero”. Parole pregne di segregazionismo e odio della classe proletaria, di mistico andirivieni delle espressioni non accettate dalla correzione ortografica di Word non perché sbagliate ma poiché logore e abusate.

Per contro la raccolta di poesie di Balestra “Movimenti Bancari” racchiude l’ideologia marcata dall’uso di Powerpoint e di anglofobia eccentrica e inopportuna.

Un’altra sfida la quale dipenderà dall’accoglienza che ci riserverete

Willie Mays

sabato, ottobre 21, 2006

DELLA ISTRUZIONE

ovvero
Il Ruolo Di Una Istituzione Votata All'Aurealizzaione E Autoerotismo
Da qualche anno lo stato italiano ha stabilito che per insegnare nelle scuole elementari non è più sufficiente il solo diploma magistrale, richiedendo bensì una laurea specifica. Questo provvedimento ha finalmente trasformato quella classe insegnante magistrale costituita da femmine isteriche, frustrate e iraconde in una preparata cerchia di femmine isteriche, frustrate e iraconde laureate. Personalmente amo le maestre elementari di nuova generazione, giovini ragazze fresche di laurea che esprimono nella loro professione tutto il sesso che non hanno fatto o non abbastanza violentemente. Spesso mi soffermo fuori dalle scuole elementari per osservarle uscire con la loro borsa sottobraccio colma di trucchi, monetine per il caffé ed assorbenti pronti in caso di evenienza. M aciò che più mi affascina sono quegli abiti castigati che le suddette insegnanti indossano per far sì che quando i loro alunni se le immagineranno nude nelle loro prepuberali fantasie, possano attribuir loro seni non realistici. Da quando esiste l'istruzione sistematica, lo Stato locale ha da sempre cercato di perpetuare sé stesso attraverso il controllo di quest'ultima. In parole povere l'istruzione di Stato è un mezzo per gli editori di libri di scuola di potersi permettere auto costose e minorenni tailandesi di importazione. Dal punto di vista politico l'istruzione è la base sociale su cui poggia l'ignoranza. Quando ero piccolo ho avuto numerosi problemi con la classe insegnante. In prima elementare avevo, infatti, una maestra che non amava che mi masturbassi in classe declamando le sceneggiature di Rocco Siffredi ad alta voce durante le lezioni ed esprimeva questo suo disappunto picchiandomi in testa con un bignami di Delitto e Castigo. E pensate che ancora oggi la cara signora, ormai in pensione,si prende il disturbo di venire fino da me una volta la settimana per percuotermi col suddetto volume, operazione senza la quale, ormai, non riesco ad avere nessun tipo di eccitazione. Antropologicamente, l'istituzione scuola, è il luogo in cui le bambine mettono in pratica le isterie e frustrazioni delle loro madri emulandole e i bambini imparano quanto costano quei 5 minuti in cui la tua partner simula un orgasmo facendoti sentire migliore del suo ex che faceva il fotomodello e guidava una porsche ma con cui il rapporto era solo basato sul sesso. I bambini del resto, non hanno remore nel dire e fare ciò che pensano, per questo ghettizzano le bambine, ritenendole qualcosa di inutile ed esecrabile. Con l'età imparano solo a fingere per ottenere quei 5 minuti in cui il finto orgasmo della partner vi fa credere che il loro ex bello come un dio pagano abbia sbagliato a non darle tutto l'amore e la servilità di cui voi la circondate. Io delle elementari conservo un ricordo molto bello, soprattutto dopo aver scoperto che le porte dei bagni avevano uno spazio di 5 cm dal pavimento. Avevo anche una fidanzatina ma dovetti lasciarla dopo che le sue avversità al sadomaso stavano intaccando la mia capacità di fare le addizioni. Dopo 5 anni passati ad aspettare che le mammelle delle tue compagne prendano a gonfiarsi, arrivano le scuole medie in cui un ragazzo deve far fronte ad una morìa di problemi psico-fisici debilitante, tuttavia risolvibile con un'adeguata educazione sessuale cui fanno fronte tempestivamente le pubblicità dei telefoni erotici dopo le 24.00. Ricordo bene che, dovendo andare a letto molto prima della mezzanotte, programmavo il timer del videoregistratore fra le 24.00 e le 3.00 per poter godere l'indomani delle rotonde pulcritudini di queste femmine parcamente abbigliate e traboccanti lascìvia. Più di una volta mi capitò di praticare il mio autoerotismo di fronte ai mobili Rampon e al volto esterrefatto del presentatore che amaliato da prezzi così bassi, non sapeva se unirsi anche lui alla mia solinga festa votata al compiacimento della carne. Certo anche la scuola contribuisce alla formazione sessuale del ragazzo facendogli subito comprendere, mediante filmati, testi di biologia e incontri con psicologi, quanto gli costeranno quei 5 minuti in cui il simulato orgasmo della partner gli farà credere che trattare con rispetto la donna permetta di ottenere il suo rispetto verso di voi. Alle medie le materie insegnate si differenziano, indirizzando ogni studente verso il campo che più si addice alle sue capacità innate. Lettere e Storia per chi padroneggia materie umanistiche, Matematica e Geometria per chi è più portato in quelle scientifiche e tutte le altre per chi passerà il resto della vita in miniera. In terza media gli studenti hanno il primo approccio col loro futuro grazie a ciò che viene chiamato orientamento. L'orientamento è una iniziativa per cui lo Stato paga una persona specializzata che consiglia ad ogni studente di seguire il settore in cui ha i voti migliori. Sapendo ciò, fin dall'inizio della terza media mi impegnai ad ottenere sempre gli stessi voti in tutte le materie. L'effetto che ne scaturì fu che l'orientatore mi consigliò di imboccare la strada del travestitismo negli ospizi privati, cosa che tutt'oggi pratico, non senza una lauta soddisfazione professionale quanto pecuniaria. Tutto ciò per far sì che il futuro del ragazzo possa essere quello per lui più idoneo, evitando ulteriori frustrazioni quando scoprirà che dopo quei 5 minuti in cui l'orgasmo fasullo della partner gli ha fatto credere di essere il miglior uomo del mondo, niente è come sembra. Dopo 3 anni passati a masturbarsi con donne svestite, ecco soggiungere le scuole superiori, in cui ci si masturba con donne svestite praticanti sesso con uomini nerboruti e generosamente dotati dalla natura, che fanno illudere che la propria perdita di verginità si consumerà in modo diverso dall'eiaculazione precoce. Le materie sono circa le stesse, ma gli insegnanti hanno problemi personali maggiori rispetto ai loro colleghi delle medie, per cui il metro di giudizio è molto più severo. Le scuole superiori sono una vera e propria palestra di vita in cui un ragazzo diventa adulto imparando a mentire, sfruttare i più deboli e a praticare malvagità assortite, rispecchiando perfettamente chi li istruisce. Quando ero alle superiori gli insegnanti mi dicevano spesso "persegui con forza gli obiettivi, ascolta e impara ciò che ti viene detto evitando discussioni inutili e rispetta l'autorità", ma il Partito Fascista aveva già chiuso le iscrizioni ed ebbi non pochi problemi. L'inizio delle superiori spesso sancisce un forte e traumatico cambiamento nei maschi, rendendosi conto che la masturbazione è diventata sempre di più una pratica tendendte a produrre materia da occultare all'altrui attenzione. Dopo 5 anni ritorna l'orientamento (ma lei non era lo stesso orientatore di 5 anni fa? no-rispose lui fingendo un accento svedese). Ora si tratta di scegliere l'università migliore per farci avere la professione migliore ed una retribusione in grado di potersi permettere quei 5 minuti in cui il preteso orgasmo della partner vi fa dimenticare quei 50 euro appena spesi, per il regalo, la cena o semplicemente la tariffa concordata. Per molti, di lì a poco, comincia la turbinosa avventura universitaria in cui, tra sesso consumato mentre il vostro compagno di stanza dorme e festini a base di vino scadente e droghe tagliate con le sostanze più disparate, il ragazzo, ormai uomo, capisce quanto una persona possa amare se stessa e ciò che sostiene e riesca a farsi pagare dallo Stato facendosi chiamare "docente". L'unversità del resto, fornisce agli studenti dei meravigliosi strumenti di ragionamento e problem-solving; per esempio le ragazze trovano dei motivi per non darvela, molto più convincenti di prima. Una volta una ragazza mi disse che non poteva mettersi con me perché il suo io cosciente, pur attratto dalla mia fulgida persona, non poteva esimersi dal perseguire una strada solipsistica onde ottenere una più omogenea consapevolezza di sé e delle sue aspettative nei confronti della vita, salvo poi sfrecciare sulla porsche di un ricco scandinavo avvezzo al coito rettale facendosi spiare da immigrati con precedenti penali di poco conto. L'università apre anche alla consapevolezza dei ragazzi che non potranno diventare tutti calciatori e veline, l'istruzione ricevuta ridimensiona, infatti, le loro aspettative in qualcosa di più arrivabile e realistico, tipo diventare calciatori o veline. In definitiva l'università fa sì che le perversioni dei ragazzi nascano e crescano prodighe e sane per potersi poi scatenare fuori dalle loro ore lavorative in cui i 5 minuti con la propria partner non sono neppure discutibili per una serie di motivi che ciclicamente si alternano. Che dire dunque? L'istruzione al giorno d'oggi è essenziale per 3 motivi, il primo è che ci aiuta a scegliere da chi essere sfruttati e schiavizzati, il secondo è per capire in che modo fallire meglio nella vita e il terzo per capire che, se non altro, nella masturbazione l'orgasmo è reale.
Joe Capresis

giovedì, ottobre 05, 2006

Mauro Martini va in città

Mantenere sempre una parvenza di lucidità, di Mauro Martini, Cisl e Uil edizioni, 94 pp.

L’opera prima di Martini. La giovane penna, il piromane dell’inchiostro, il lucido esempio di una vita priva (privata, sguarnita) di maltrattamenti domestici, propose il romanzo (romanzo breve? novella?) a diverse case editrici, le quali troppo impegnate a leggere saggi di Angelo Panebianco sulla tortura come mezzo per ristabilire l’equilibrio erotico dell’Occidente (occidentale, cristiano, amico) rifiutarono l’opera. Il seguito è facilmente intuibile (comprensibile, intelligibile) conoscendo la storia della casa editrice che ha pubblicato questo simpatico e privo di malizie inno alla gioia (ricordate quando Mimmo Balestra incontrò il sindaco Cofferati a Palazzo di Re Enzo e del Podestà sbandierando una bandiera della Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori e cantando a gran voce “Cisl e Uil, Cisl e Uil, noi vogliamo, noi vogliamo, noi vogliamo Cisl e Uil” ?).

Martini narra in seconda persona (tu sei, tu fai, tu dici) come se fosse in prima persona: ossia l’autore si analizza, si consiglia, si parla (il giovane è eccentrico, originale, amorevole nella sua ingenuità). La trama è poco importante, incentrata come è sui sentimenti (ricordate quando Prepuzio Sprangaferri sbraitava dalla finestra che si affacciava su Via Santa Caterina e annunciava che Muccino era morto?), sul passaggio da uno stato A ad uno stato B (A → B). E la questione si ripropone in più momenti: la vita dello studente è una vita o il prolungamento di uno stato di ebbrezza sionista destinata a lasciare spazio ad un nuovo stato (il B appunto)? Lampi di lotta anticapitalista, fulmini madidi di espressioni colonial rock, lacrime e sangue di imperturbabili movimenti sessuali: questo è ciò che ci meritiamo (diceva Makal nel documentario di Mario Sghittone “Colori e meraviglie dell’eruzione Vesuviana”).

Pareri (commenti, critiche). Natalia Aspesi ha detto: “In un romanzo filosofico eseguito con virtù, l’autore guarda con gli occhi e la bontà di uno studente l’uomo che sarebbe potuto diventare”. Angelo Panebianco: “Mauro Martini ha scritto uno dei suoi migliori romanzi nonché l’unico, uno dei più puri, dei più rischiosi, dei più beckettiani anche”. Il commesso della libreria, (luogo in cui si comprano i libri) piccolo rifiuto intellettuale della facoltà di Lettere e Filosofia, ha specificato che trovava Martini “un po’ troppo compiacente”.

Ebbene sì: io credo (ritengo, penso).

Giulio Grazi

martedì, settembre 26, 2006

LA POSTA DEL QUORE

Trovo inutile alzarsi presto la mattina, dilata il tempo che uno passa attendendo che sia sera. Delle volte mi capita di svegliarmi presto, spesso a causa di violente erezioni che soverchiano il mio materasso rendendolo un freddo surrogato della sessualità femminile, che, pur privo di cavità ospitanti un qualsivoglia membro di qualsivoglia dimensioni, hanno in comune col loro emulato il fatto di non concedersi, non a me se non altro. Ad ongi modo, per motivi di variegata natura, mi capita di essere in piedi ad ore non ancora in doppia cifra. Questa mattina ad esempio sono stato svegliato dal rumore di schiaffi sulle natiche dei miei vicini di stanza. Mi piace sentire gli altri fare sesso anche perché è un ottimo sistema per imparare quanto si è inadeguati nella vita. Se la ragazza nell'atra stanza sta facendo del sesso con la persona nell'altra stanza, allora devo aver fallito almeno in una cosa. I miei vicini di stanza sono tedeschi, almeno lei, lui sembra il tipico italiano che concupisce le straniere con venali giochi di glande, promettendo amore e spacciando peli pubici come un santuario di piacere mediterraneo. Io adoro la Germania i tedeschi e soprattutto la lingua cimbro-teutonica. Ho sempre pensato che il tedesco fosse un'ottima alternativa al farsi capire. Dicevo, comunque, che trovo inutile alzarsi presto la mattina, stamane, ad esempio, mi sono trovato a fare colazione al bar sottocasa, assieme ad un nugolo di perfetti sconosciuti, intenti ad inzuppare la loro incipiente giornata lavorativa in un cappuccino bollente, condito di frustrazione da giochini sadomaso ordinati su postla-market e lingerie commestibile al gusto cammello. E' piuttosto intrigante osservare come tutti i discorsi degli uomine e delle donne al bar focalizzino l'attenzione sul lavoro, mentre l'organo preposto alla percezione visiva sia totalmente tuffato nella scollatura della procace cameriera, tutti e due per diverse forme di invidia. Tutti ne vorrebbero un paio uguale, ma per usi differenti.Chi per ostentarlo alle amiche, chi per suggerne piacere e voluttà, chi per scambiarlo con un oritteropo del gabon da seviziare. Io ho un ottimo sistema per godere delle rotondità femminili senza che queste pensino che mentalmente le stia legando ad un letto, compiendo sul loro corpo ogni tipo di nefandezza classificata nella top-ten redatta dalla chiesa su come non deve essere un rapporto di coppia. Quando vengo sorpreso con l'occhio nel loro paniere, non commetto l'errore di distoglierlo precipitosamente, cosa che, oltre a darvi l'aria del ladro sorpreso sul fatto, può a lungo andare, creare delle emicranie piuttosto fastidiose, ma mi limito a persistere nel punto d fuoco assumendo un'aria assorta, aspettando con calma che sia lei a spostarsi. Quando lei avrà mutato posizione, mantengo il mio sguardo nello stesso punto, facendo credere che stessi guardando oltre la sua materia, un indefinito punto nello spazio, facendole sentire inutili. Questo sistema mi permette di non sfigurare agli occhi del gentil sesso e di mantenere la concentrazione sulle mie fantasie erotiche. Finito il mio cappuccino fatto di caffé, latte e perversione mattutina, sono salito in camera, sperando fra me e me che il tempo si fosse improvvisamente piegato alle 7 di sera, risparmiandomi il tedio di dover guardarmi vivere. Ho calcolato che in un'ora posso mettermi le dita nel naso almeno 20 volte. E non parlo della visita fugace che si fa in pubblico quando si pensa di non essere visti ma si vuole comunque mantenere un contegno, parlo della perizia chirurgica che proferisco in ogni mio sondaggio rinico, cercando sempre di ottenere i prodotti più validi e fragranti che crescono spontanei nelle mie narici. In mattinate lunghe come questa, mi succede sovente anche di passare interminabili attimi a testare il grado di conglutinazione del muco nasale e sorprendermi a fantasticare sul brevetto di una colla speciale a base dello stesso. Oltre a tali fantasie, controllo spesso la posta elettronica, nella vana speranza che qualche mia vecchia fiamma si faccia risentire con un messaggio del tipo: "Ho sbagliato tutto nella vita, tu eri l'uomo per me, il coito anale non è poi così meschino, a patto di non farvi partecipare tutti quegli Hare-Krishna". Qando passo mattinate così barbose, l'unica cosa che possa farmi passare il tempo è scrivere, adoro scrivere, scriverei per ore ed ore. A volte scrivo fino a ché l'unica cosa che mi distoglie è l'odore delle mie stesse feci, uscite alla chetichella dopo aver mandato copiosi messaggi al mio duodeno, bellamente ignorati dalla sua partecipazione al mio scrivere. Insomma scrivere è una dellemie grandi passioni anche se non sempre la posso condividere. Nella maggior parte dei casi, i miei argomenti preferiti sono, la vita sessuale dei monaci tibetani e il motivo per cui si fanno chiamare lama, e il grado di fusione dell'acciaio di cui sono composti i carriarmati pakistani. Argomenti di non facile divulgazione, a meno che non abbiate appena rapinato un ospizio usando il vostro pene come arma deterrente. Tuttavia, dopo aver abbondantemente copulato con speci animali appartenenti alla classe degli insetti, tendo a scadere nel sesso o negli escrementi...
Un Lettore