Willie! Willie! Willie! Le tue eventuali parole. Tu, giustamente, mi chiedi se un mondo possibile è un altro. Io dico sì, con voluttuoso ottimismo, con ricercata pindaricità, dico sì, perché se questo è il mondo che ci accoglie adesso, quello possibile è un altro.
Mentre il mondo di adesso è perlopiù cosparso di depilazioni rapide e isteriche, forniture a basso costo di ciglia finte e talvolta ecumeniche. Non che l'ecumenismo sia necessariamente sbagliato, per carità, ma almeno che mi spieghino cosa vuol dire, prima di farmelo usare come parola, l'ecumenismo.
L'altro giorno passeggiavo sotto mentite spoglie sotto un portico sotto una delle due torri. Un po' sottotono. Convinto di non correre nessun rischio d'esser riconosciuto, ho dato un calcio a una lattina di birra vuota consumata avidamente da uno che aveva sete, probabilmente, e avido pure. Palesando la mia noncuranza, mi sono trovato quindi a non accorgermi della presenza di risentite urla di dolore, dovute, a quanto pare, al mio calcio, inizialmente, ingenuamente, inaspettatamente innocuo. O come dir si voglia. Quella lattina vuota, rotolando, si era aperta d'un lato, lasciando esposta la parte più tagliente di sé, la lamiera anche urticante, facendo sì che al momento della raccolta l'operatore eccologico, si trovasse quindi effettivamente ferito ad una mano altresì spavalda. Per questo, non potei far a meno che aiutare il povero ad alzarsi e ad asciugarsi il sangue sgorgante dandogli dello scottex secco che uso quando finisco di farmi le masturbazioni.
Vedendo il mio fare crocerossino, un intellettuale mi si è avvicinato in aiuto credendomi zoppo. Perché, dirai tu, mi ha creduto zoppo? Perché ho colpito una lattina? Perché ho aiutato l'operatore eccologico? O perché è un intellettuale che crede di essere circondato da zoppi? L'ultima direi. Non saprei dirti, quel ch'è importante da sapere però, è che proprio nel momento in cui l'intellettuale mi si avvinghiolava al braccio nell'atto d'aiutarmi, scoppiò nello stupore riconoscendomi e riscoprendomi nelle mie arti giammai dissolute o oltranziste. “Ma lei, lei,” mi disse “Lei è Mimmo Balestra. Io conosco tutta la sua opera, i documentari, i film, il romanzo espropriatorio, vi ho messo pure come ala destra nel fantacalcio”. Un'altra vittima del mercato dell’arte, pensai, come fare a sgattaiolare senza avere un gatto nei dintorni? Pensai. “Ma forse il mio giudizio fu avventato perché l'intellettuale era anche lui, come me, un rinnegato elogiato dai più, della grande cerchia degli artisti incredibili. Era un Cazzstorm". Mi dice “facciamo la rivoluzione, adesso basta, basta mainstream, una volta guadagnato il successo tutto diventa un fallimento, i tuoi amici sono amici solo per fama, i tuoi genitori litigano per vendere i diritti delle tue foto da bambino, i tuoi collaboratori domestici collaborano controvoglia, i professori boh, insomma, dobbiamo reagire, facciamo insieme un film, facciamo un film che spieghi alle masse il significato di una solitudine dorata”. Io gli ho detto sì dai. Mi ha dunque portato a una sede staccata dei cazzstorm di tua conoscenza e lì ho potuto incontrare diversi personaggi tra cui:
− Jonny incredibile, (l'intellettuale che ho incontrato per strada) performer, l'unica persona che pende dalle sue labbra da più di 15 anni, e riesce anche a fumare nel frattempo.
− Toni Zackcaria, noto scultore famoso per essersi amputato le mani per rassomigliare il più possibile a quella venere di Milo.
− Dan Brown, autore di “chiedi alla polvere” e allo stesso tempo, inaspettatamente, anche del libro, il codice da vinci.
− Saul Bello, un bel ragazzo.
Insieme a questa équipe, abbiamo dunque scritto il film tanto agognato solo che abbiamo avuto diversi problemi perché io avevo voluto a tutti i costi mettere una zanzara e jonny incredibile voleva mettere una piattaforma d'estrazione di gas. Non siamo riusciti a venirci incontro quindi Jonny, dicendo che è il più anziano nei Cazzstorm e che ha diritto di decidere, non ha voluto inserire la zanzara ch'era, a mio avviso, risaputa allegoria di simbolo di un insetto che succhia il sangue e poi se ne va via. Ecco. E lui, piattaforma, ha voluto mettere, continuando indistintamente a pendere dalle sue labbra.
Ecco, credo che in questa nuova forma di auto-assottigliamento del Lego possa provocare una distensione produttiva tipica delle zone allergeniche.
E io non voglio, d'altronde è da anni che lotto proprio contro a questo tipo di ragionamento tipico. Quanto vorrei poter tornare tra le tue membra e assaporare quel buon detersivo al cotone che usi spesso nei capi di lana. Quanto vorrei anch'io avere un capo di lana anziché di presbiterismo.
In questo momento, scusami, sono sconvolto, rimando ogni tipo di lucidità a quando sarò, finalmente, tornato a drogarmi.
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