Caro Willie Mays,
Ho accolto con amorevole interesse l’iniziativa di Joe Capresis. L’amore per la prima volta è stato analizzato in questa cinica miscela di parole in libertà che solitamente avete chiamato comunità.
Eppure ricordo ancora e mi piace citare agli sconosciuti che incontro alla fermata Barrière del tram 81, famoso per la sua straordinaria capacità nel cogliere impreparato l’abbonato Stib della città dei parametri (chiedo venia al maestro Joe per la citazione), l’aneddoto che ritrae Capresis come protagonista di un’interminabile conversazione telefonica con una pulzella durante le riprese del celebre video musicale Noche Linda Gi Lu A, una Migna Gigi Là con Sà di Prepuzio Sprangaferri e Makal Lakam.
Erano forse altri tempi, come usano dire gli stolti. Un periodo in cui Joe Capresis, mentre chiedeva al Bangladese di Via Saragozza un hamburger senza pane, si lamentava di fronte agli inviati di Annozero che agli studenti bolognesi non danno neanche da mangiare.
Joe Capresis, nonostante l’amore, è uno scrittore. Egli ha iniziato alla vita di coppia, prima analmente poi lubrificando l’ingresso, un fetido gruppo di trotzkisti assetati di sovrastrutture erotiche. Egli ha illustrato Jim Morrison ai poveri di spirito citando frasi di Proudhon e scene tratte dalla celebre opera prima di Sprangaferri “Professoressa Dislessica in Gita alle Ville del Palladio”. Egli non solo ha amato il prossimo, ma si è anche sacrificato nel fare la corte al Samaritano durante una festa di addio ad Angelo Panebianco.
Una volta mi è capitato anche di vedere Joe commosso, poiché non sopportava la vista di un suo compagno universitario giapponese il quale, in ogni momento della sua vita, sembrava combattere contro la morte. Sovente mi diceva: “Non posso assistere alla distruzione dell’umanità senza prima non aver convinto il mio angelo custode a non uscire il 7 febbraio in zoccoli e canottiera”.
Al mio sedicesimo compleanno Joe mi regalò del sesso orale. Mi disse: “Non sai quanto mi costa inserire il membro in cotanti denti ricoperti di elemento chimico cui il numero atomico è 26? Ma lo sai che in alchimia, durante il medioevo, il ferro era associato a Marte? ”
Questo fu il primo momento in cui mi resi conto di amarlo, non perché avesse un pene che aveva sorpassato vari crash test ma perché riuscì tramite la sua spiccata sensibilità a farmi riflettere a proposito delle difficoltà respiratorie dovute agli apparecchi dentari. Fu unicamente lui ad orientarmi alla carriera di odontoiatra.
Poi arrivò l’amore senza sesso ed incominciai a chiedermi il motivo per cui lui spingesse tanto per l’instaurazione di una coppia aperta. Non posso che ringraziarlo per questo, difatti grazie alla sua riforma sentimentale anche io incominciai ad uscire di sera con lui ed il suo semaforo preferito (quello appunto che si trova all’incrocio tra Riva Reno e San Felice).
La fiducia del resto è un concetto privo di alcuna razionalità. Una volta in treno ho conosciuto una donna che dopo aver letto GQ, gentilmente concessole dal fidanzato il cui scopo era beneficiare del calendario allegato, concepì una nuova teoria sulla fiducia. Prima la scrisse in un blog e poi dopo essere passata dal via, ossia dalla nuova trasmissione di Santoro (la puntata verteva sulla Finanziaria e i tagli alle spese matrimoniali del ceto medio), ne scrisse una commedia teatrale molto apprezzata in ambito Dams “Fiducia: cioè del tipo che secondo me bisogna dirsi tutto nel rapporto di coppia”.
“Io amo tuttora Joe, e lo amerò per sempre nonostante la fiducia per me sia ben harper”.
– Jimi Hendrix
Manuela Sfrigida.
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