Buonasera. Immaginatevi una normale studentessa universitaria a Bologna. Studia scienze politiche, è al terzo anno, e in pari con gli esami. Una storia come tante altre, ma non vi ho ancora detto tutto: è francese.
IL DELITTO DI VIA STRAZZACAPPE
26 luglio 1985: Lucie Baguettin - è solo un nome di fantasia - è una bimba come tante altre; bionda, allegra e molto loquace. Magari sta raccontando qualche barzelletta agli amichetti, una di quelle barzellette a tema pedopornografico che sente quotidianamente raccontare tra i preti del suo asilo; o forse sta semplicemente giocando nel giardino della sua villetta, sola e innocente, seduta sull'erba, quando le barre di raffreddamento del reattore numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl si guastano. È una catastrofe immane: il reattore esplode e libera una nube radioattiva che si staglia minacciosa su una cartina stilizzata aggiunta in post di un'Europa occidentale ancora ignara. Lucie non lo sa, ma quell'evento cambierà per sempre il corso della sua vita.
31 aprile 1988: quattro o cinque amici del bar della stazione dicono no al nucleare in Italia. Lucie è ancora troppo piccola per voler seguire le vicende politiche del Belpaese, ma il referendum cisalpino sarà un'altra data fondamentale nella storia che vi sto raccontando.
Dimenticavo, il 30 aprile 1988 un clandestino libico tenta di raggiungere le isole Faroe (presunto luogo di origine della mitologica creatura chiamata in danese Fagun) nascondendosi nello scompartimento del carrello di un B-32 della PanAm. Mentre il velivolo sorvola la Scozia, forse per il freddo dell'alta quota, forse per un irresistibile impulso di idiozia, più probabilmente per dar fuoco a una scorreggia, il povero interinale strofina un fiammifero contro il ruvido pavimento metallico. È un tragico errore: il B-32 è l'avanguardia di una flotta di bombardieri dell'US Air Force mascherati da aerei di linea per preparare l'invasione americana di Aberdeen.
14 tonnellate di cluster bomb all'uranio impoverito nonostante le molte detrazioni fiscali esplodono all'istante; per lo stronzo comunista la fine è immediata, per il regime di Gheddafi ci vorrà ancora un po', per la nostra Lucie, anche se lei, povera scema, non lo sa, non cambia un cazzo (eccheccazzo, NdRobecchi).
Ma la svolta non tarda ad arrivare: è il 4 dicembre quando Lucie, ormai una bambina fatta, viene incriminata per abuso di sostanze stupefacenti. Ne uscirà subito su cauzione, ma ci rimetterà comunque un mese di affitto. Per lei è il dramma: tornando a casa si ferma al mercato e compra 2 chili di fiorentine; ormai è sull'orlo della follia.
Il colpo più duro lo riceve subito dopo: il 7 dicembre viene rapita e chiusa in cantina dal suo cane Atòmie, membro di una rete di terrorismo internazionale nazionalcomunista. Il giorno dopo viene diramato su Minitél un drammatico comunicato: Lucie è condannata a morte per non aver mai lasciato un po' di carne attorno alle ossa di fiorentina che gettava al suo cane dopo i pasti. L'esecuzione è fissata per il giorno dopo.
La polizia non se ne sta con le mani in mano - anche a causa di un irrestitible quanto naturale impulso all'onanismo: un esperto dell'antiterrorismo riesce a localizzare la cella in cui è rinchiusa Lucie analizzando lo storico delle sue bollette; l'indirizzo è quello stampato in alto. Per contrastare la cellula terrorista viene mobilitato l'esercito; la Francia intera - a esclusione dei possedimenti coloniali in Sudamerica - è incollata al televisore, e assiste in diretta a uno spettacolo drammatico e surreale.
Le teste di cuoio sfondano la porta, alteri, sicuri di sé, usando i durissimi glandi come arieti, ma subito dopo c'è una colluttazione con la buoncostume che tenta di sequestrare i giornali porno. Gli agenti del Mossad fanno irruzione, sono momenti concitati, si sentono urla e qualche sparo isolato. Due poliziotti escono trascinando fuori un ragazzetto ancora avvinghiato al joypad con cui giocava a Vice City sulla Playstation2. A questo punto un'esplosione scuote l'intero isolato, si sente una fortissima puzza di merda, molti tra le forze dell'ordine sono in preda a incontrollabili conati o svengono. Lentamente, uno alla volta, i membri della cellula escono con le zampe dietro la testa, i soldati superstiti li dispongono al muro sotto la minaccia dei mitra. Ed ecco l'imprevedibile: sopraggiunge un nutrito gruppo di manifestanti, con striscioni che recitano "Non si tocchi l'embrione! Non si tocchi la cellula! E la smetta pure di toccarsi lo scroto!" o "L'uomo è sacro - l'embrione è sacro - la cellula è sacra - finirete nel fosso", e va a frapporsi tra terrostisti e centrocampo dei gialloverdi.
Vi chiedete come finirà? Provate a immaginarlo. Immaginatelo, su williemays.blogspot.com
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