martedì, febbraio 08, 2005

Sono Fagun e parto in autorun

Ordinaria amministrazione in un mondo alternuso inconsapevole

Giuietta Lakam, in preda agli incubi dopo aver letto autorun.splinder.com, sveglia nel pieno della notte il compagno Makal Lakam
-Caro, sento uno strano odore-
-Mi devi svegliare per queste cazzate, stavo cadendo nel vuoto-
-Ma caro, non lo senti anche tu?-
-Lasciami dormire-
-Ma caro, vai a controllare-
-Minchia, lavoro 12 ore al giorno e mi devi svegliare mentre cado nel vuoto...e saranno le solite chitarre liquide che colano dal piano di sopra, minchia. Mi vuoi fare ancora incazzare che poi mi incazzo coi vicini ancora di più. 'Ste minchia di chitarre liquide-
-Hai ragione, caro. Scusa. Buonanotte-
-Ebbuonanotte, tesoro-

Dialogo tra Makal Lakam e Willie Mays in un pomeriggio invernale milanese
-Guarda che hai delle forti tinte jazzy-
-Ma dove?-
-Lì, proprio sotto l'occhio-
-Qui?-
-No, al sinistro, proprio lì sotto l'occhio-
-Così se n'è andato?-
-No guarda, fai con la saliva, sfrega bene- -Così, bravo, ancora un po'- -Ok, perfetto-
-Eh, perbacco, queste tinte jazzy sono difficili da togliere-
-Già- -Hai dei bei baffi, o sono tinte jazzy anche quelle?-
-No, no, sono dei baffi-


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