giovedì, dicembre 29, 2005

Rassegna Cinematografica dal Kataweran

Fino ad oggi ci siamo focalizzati come un sol uomo qual in effetti sono, sull'arte dei neri caratteri che inesorabili vengono scolpiti ed impressi con forza e baldanza sulla bianca cellulosa ridotta a foglio. In questa sede non posso, però, disdegnare quella singolare abilità di proiettare immagini e suoni su di un altrettanto ciruleo manto steso a guisa di pelle, su di un ampio e possente muro. Ora, la filmografia contemporanea non desiste dallo sfornare orpelli indegni di cotanto nome perciò non sarà certo la mia persona a farne menzione, quanto più ampia sarà, sopra di essa, la mia minzione (perdonate la battuta accademica). Esiste tuttavia, un'area geografica ove il cinema è sovente foriero di opere esteticamente pregne e dense di sifignificanza, senza mancare di una certa qual dose di intrattenimento e godibilità per il pubblico tutto: l'area del Kataweran, identificata fra l'altopiano di Sberzuin e il massiccio del Frokosistan, comprendendo i confini degli stati di Ishtun, Vasar, Flobupizl e Sgatarrewan. Praticamente tutta la zona linguistica del Pirrocestazintaz, dove la lingua madre è il pirrico, è piuttosto fervente per quanto riguarda la produzione filmica. Ed ecco che il vostro Joe Capresis ha passato l'ultimo mese in quelle lande a visionare e recensire le principali opere Pirriche, edite in quei luoghi dalle Aliane Edizioni, sezione Cinema.

Svastiche A Colazione di J.T. Geitì con F.Parruc e J.Monaduz
Opera matura dell'artista Vasaro, tratta dell'antico dilemma umano della provenienza dell'uovo sodo e del suo fine astrale sulle tartine al salmone. Il protagonista, Sgarru(F.Parruc), si trova a fronteggiare un trasloco con solo pochi euro in tasca per offrire una cioccolata alla cannella a tutta la squadra traslochi. Riverbera in tutte le immagini la profonda crisi di valori in atto nel Vasar e la bronchite del regista che si esprime quando, durante alcune scene particolarmente toccanti, si sente tossire in sottofondo. Tutto muta repentinamente quando Sgarru incontra Alina(J.Monaduz), ragazza di buona famiglia trasferitasi in loco per studiare il Birmano. Tra i due nasce un tenero amore che viene rovinato quando lei decide di fare uno shampoo al televisore senza bigodini, chiara metafora dell'ostilità del regista verso il governo attuale, colpevole di aver varato una riforma sulla pettinatura dei tacchini da batteria. Magistrale la scena finale quando lui si suicida versandosi il caffé in bocca direttamente dal suo gomito.

Sordello Può Anche Dormire di Nocino Edeloni con F.P.Mastrandreavic e A.Parresini
Regista giovane, di chiare origini italiane, ha voluto creare un nuovo tipo di cinema d'avanguardia. Riesce infatti a veicolare messaggi ed immagini tramite i menù a prezzo fisso della trattoria a fianco. Il film si apre, quasi come un aperitivo, sulla maestosità di Breznecic, capitale di Flobupizl, coperta dalla neve leggera che cade sul capo chino di Marla(F.P.Mastrandreavic), eroina del nuovo secolo e del film in questione. La sua triste storia si dipana all'interno del dramma quotidiano di un paese allo sbando, fra il consommé e l'aggiotaggio selvaggio. Marla è costretta a mantenere la sua famiglia col suo unico impiego di asciugatrice di renne. Il padre, un vecchio ex-minatore alla cava di stucco, alcolizzato e spendaccione ha la trista caratteristica di essere morto da parecchio tempo, in posa plastica tratta da holiday on ice mentre viene compiuto un doppio axel, cosa che ha reso piuttosto dispendiosa la sua sepoltura. I suoi fratelli affamati e le sue sorelle infreddolite hanno i tipici tratti di chi non esiste, essendo Marla figlia unica, perciò non stupisce la scena in cui, dopo aver percepito un congruo stipendio, si lancia nel lusso più sfrenato facendosi lucidare gli alluci da un nano uzbeco di nome Ashtan(A.Parresini). Tra i due nasce l'amore ma entrambi sono a conoscenza del fatto che il loro sentimento è osteggiato dalla diversità sociale che li separa. Lei non se ne fa un problema, in quanto l'amore è troppo forte e vince su tutto e, in un passaggio particolarmente drammatico, si fidanza con un miliardario e fugge a Montecarlo. Scena finale in cui Ashtan viene investito da un Risciò a pile.

Il Tapparellista Sgatarrewano di Flatulenz deCecchis con C.Z.Azzaro e S.Filoche
Film sentimentale di una delicatezza che dovrebbe fungere da paradigma per la cinematografia rosa del mondo intiero. Tratta di una giovane coppia, lui Maritain, impersonato dallo splendido C.Z. Azzaro, lei Filietta, interpretata magistralmente da una Sbarrett Filoche nella sua forma migliore, che si trova a fronteggiare la folle avventura del quotidiano, fra mutui e gelosie. Dopo essersi conosciuti romanticamente alla fiera del copertone per autobus ed essersi scambiati effusioni fra il differenziale di un Tir, i due decidono di sposarsi secondo il rito Egelo, della religione dello Sgatarrewan. La vita coniugale procede fra alti e bassi, sviluppando nei due una certa sessualità morbosa, quando cercano di far partecipare un assicuratore tedesco ad uno dei loro amplessi. Catalogando le verdure in forma anale i due scoprono una forte compatibilità rettale che li porterà ben presto a barricarsi in casa annusando deodoranti alla frutta. Ma la fortuna avversa è dietro l'angolo e forte è lo sdilinquo di lui quando scopre che la sua sposa è in realtà il casello autostradale di Modena Sud e tenta di farla finita partecipando alla prima di Pinocchio musicato dai Pooh. Fallisce nel tentativo non trovando un posto in galleria neanche a pagarlo e, purificato dal dolore decide di dedicarsi esclusivamente alla Mazurka. Il film chiude con un campo lungo di lui che sodomizza un'ocarina.

Fregola Tostata di Pannocchio Pennerizic
Film-documentario sulla musica popolare dell'area del Kataweran. La prima parte fa un'ampia carrellata delle bande musicali e dei gruppi che promuovono la musica popolare e dei festival che ne accolgono le allegre melodie. Fra interviste e analisi del sangue il regista riesce a mettere in evidenza quanto la musica katawerina sia significativa per il sorbetto al melone fra il secondo e il contorno. La seconda parte del documentario mostra per intero, lo svolgimento dell'importante festival\raduno di Muzzabakar, sul monte Edelmunt che si tiene a Febbraio nel mese di Novembre fra Aprile e Gennaio. Volti, musiche, voci e anche odori, fanno da cornice ad uno degli eventi più caratteristici del Kataweran intero, con giochi, balli e stime catastali che creano la tipica atmosfera di gente che si diverte soffiando dentro un bicchiere di porcellana comprato in un antiquario del centro di Monza con 3,5 euro, avendo per resto 27 centesimi. Del resto, chi di noi non si è mai sentito così almeno una volta nella vita? Boh è la risposta che si sente di dare il regista nella sequenza finale in cui la telecamera gli cade nel water e le immagini glissano in un crescendo di bestemmie in puro katawerino.

Deontologia Della Masturbazione Aviaria di Trebelic Fiodor Avunculis con R.Chiaverron
Pellicola d'avanguardia, spesso oscura e indecifrabile, anche per i più esperti cinemologi. Il film esordisce con 20 minuti di inquadratura dell'omblico del regista che ad un tratto si accorge di aver tenuto la cinepresa al contrario per tutto il tempo. Finisce così il primo tempo. Il secondo tempo, per le successive 7 ore di proiezione, è un insieme eterogeneo di immagini della zia del regista intenta alla depilazione della sua carpa da passeggio con un fiammifero. Negli ultimi 10 minuti di film il protagonista Ranzan (Rupert Chiaverron) si innamora dei suoi calzini annodandoseli alle orecchie e promettendo loro amore eterno. Il film si chiude sulle Ande orientali con Avunculis ripreso mentre viene picchiato da 2 Sherpa del luogo per pochi spiccioli. Un film sperimentale che sicuramente aprirà un nuovo filone cinematografico, una pellicola coraggiosa, in parte di denuncia verso il rincaro dei solarium in centro e in parte amalgama di sugo al pomodoro e vernice ocra-amaranto. Da non perdere soprattutto se amate le quaglie col vin santo.

Si ringraziano le Aliane Edizioni sez. Cinema per la cortese concessione

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