mercoledì, giugno 08, 2005

PELAGHE CONSTATAZIONI, EPISTOLARIO FRA LUMINARI

Vogliamo riportare qui lo scambio effettuato tra due dei maggiori esponenti della letteratura attuale. Il prof. Vango Prifulli, docente di letteratura rischiosa all'università di Chiavari e il prof. Andrea Torri-Parchetti, titolare della cattedra di Minchiate in Compagnia dell'università di Vercelli. Al di là del gergo molto tecnico, a volte un po' oscuro, si noti come l'intellighentsia attuale concepisca la medialità contemporanea e cicche e ccià. Si ringraziano le Aliane Edizioni per aver permesso a noi di riportare il materiale su questa nostra rubrica. Tutte le lettere sono tratte dalla rivista "Anni Figurati" del mese di Settembre.


12\09\2003

[...]In questo secolo, che si apre generoso sulla letteratura e sul cinema contemporaneo, possiamo senza ombra di fallo identificare due distinte correnti di produzione. La prima, che potremmo chiamare "accadica", ricalca perfettamente un' iconologia post-moderna tendente alla tinteggiatura a tinte fosche dello smalto esistenziale pre-inserito nell'essere contemporaneo. La seconda, che invece chiameremo "del marriposo", volta più a sovvertire i crismi de-mistificatorii della sintassi universalistica e i parcheggi sotteranei a pagamento. Parlando della prima notiamo come ancora una volta i pensieri e le opinioni dipendano, non tanto dall'ambiente culturale e sostrato sociale, quanto più dalle noccioline cadute sulla mia maglietta in questo momento. [..] Volendo approssimare a questi due generi tutto il secreto mediatico di questi primi 5 anni di duemila, ci accorgeremo di quanto possa essere forviante un nano che tenta di spiegarci come montare la caldaia nuova. A tutti quegli scettici che capziosamente travisano in buona o cattiva fede i miei saggi, dico di smettere di lasciare le loro briciole di pop-corn sui miei libri, le briciole infatti sono, dal punto di vista epistemiologico, uno sfondone cosmico, costituito più da gas intestinale che da vera e pura teoresi
prof. Vango Prifulli
(da Anni Figurati, n.4 2003, Aliane edizioni)


19\09\2003

Rispondo alla lettera spedita la scorsa settimana dal prof. esimio Prifulli, con il tentativo di mettere un freno inibitore all'eloquio, spesso nutrito di abbondante uso di alcole, del mio collega. [...]Fa egli menzione di due distinte correnti, cui ha dato l'arbitaria denominazione di "accadica" e "del marriposo". Inizio col ricordare al mio esimio amico che il termine "del marriposo" era già stato usato nel 1954 da Thadues o' Roorkoostock, studioso ed insegnante di retorica asasssina all'università di Filomenia, quando raccolse le prime opere in rima della poesia popolare ugandese e le definì appunto poesie "del marriposo", riferendosi al caratteristico rumore che poteva ricordare cocci di vetro sotto l'autobus 36, a Bologna alle 5 del pomeriggio, mentre venivano lette. Continuo col dire che, se categorizzassimo spietatamente tutte le opere sia letterarie che cinematografiche di questo primo quinquennio in soli 2 gruppi, commeteremmo l'errore più grande, dopo quello di parcheggiare l'auto nuova dentro una scuola di danza per scimmie con problemi podalici. E' mia opinione, infatti, che esistanno almeno 3 categorie: la prima, che io chiamerò "finghio-assurica", si riferisce all'inerzia de-intellettualistica che anela al piatto caldo anche in estate, la seconda, da me definita "a soffietto" o "ricchiapazza", che consta delle opere cosiddette di largo consumo durante le serate passate a giocare allo schiaffo del soldato, e la terza, detta "priagonica" che racchiude tutto ciò che ha a che fare con la transumanza di chi pasce i bufali. La terza categoria è secondo mia modesta opinione, la più significativa dal punto di vista cinematografico, racchiudendo quel pathos che simboleggia l'ostranenie universale mediante l'eterna litote della morte come non-vita e come preventivo per il nuovo condizionatore. [...]Trovo essenziale questa precisazione per non indurre in confusione i lettori meno esperti e più creduloni, sempre più spesso attratti da chi, con loquela forbita, tenta di abbindolare le masse per conquistare l'universo
prof. Andrea Torri-Parchetti
(da Anni Figurati, n.5 2003, Aliane Edizioni)


26\09\2003

Ringrazio il prof. Torri-Parchetti per la puntualizzazione. Lo ringrazio per aver letto la mia lettera. Ma mi offende essere chiamato collega da chi, notoriamente, fa dell'imitazione del pollo in fricassea, una forma di religione trascendentale. Certo è che, nel suo rutilante delirio, il nostro buon Torri-Parchetti, dimentica l'opera base, la bibbia, da cui ho tratto le mie teorie. Infatti nel suo "manuale di conversazione con lapponi ubriachi" il compianto prof. Massenzi, aveva già ampiamente propugnato la tesi delle due categorie. Aveva portato infatti l'esempio delle scatole cinesi che, una volta aperte, vanno consumate entro pochi giorni, anche se tenute in frigo.[...]Non sia obliato che la transumanza al giorno d'oggi ha già un suo sub-ambiente radicato e di affitto bloccato. Sarebbe un'imperdonabile mancanza quella di ritenerlo politicamente intonso, almeno per la fatica che i miei parenti hanno fatto per venire da fuori città. Inutile discutere, lo yogurt migliore lo hanno sempre nei discount che sembrano preda della de-rattizzazione. Tutto questo in vista del fatto che la priagonicità paventata dal Torri-Parchetti ha più a che fare con un gusto personale per la polka pechinese che con una vera e propria ricerca cartacea.Ciò detto mi congedo ricordando che l'accadia contiene già di per sé abbastanza pregnanza semantico-sintattica da non dover passare dal droghiere se non ad inizio settimana.
prof. Vango Prifulli
(da Anni Figurati, n.5 2003,Aliane Edizioni)


33\09\2003

E così si concede ai sub-primati, come il prof. Prifulli, di provare al mondo di essere in grado di utilizzare segni in maniera automatica e totalmente priva di fondamento significante, chiamandola "scrittura". [...]Vorrei rimembrare al nostro pulcioso interlocutore, che il prof. Massenzi fu scoperto a litigare coi propri gomiti per motivi non precisati e, dopo una partita a freccette, prese fuoco declamando la sigla di Deragon Ball Z a voce alta...inoltre la sua opera ha visto la propria credibilità messa seriamente in discussione dato il numero di volte che, nella stessa, compare la parola "tungseno". Che forse il nostro scimmione non ha letto abbastanza Pargot per rendersi conto che anche un bambino potrebbe comprendere che non è la semnatica universale a transustanziare i termini intesi come flatus voci, ma è la stessa crasi cosmica fra essere e parlare che rende il pensiero concreto sul piano esistenziale? E non è forse vero che qualunque tassonomia perde di senso quando la si mette di fronte ad uno sconto del 70%?[...]Mi meraviglio che ancora bestie di tale risma siano a piede libero e venga data loro una cattedra.
prof. Andrea Torri-Parchetti
p.s. scusate se la scorsa settimana non mi sono fatto sentire ma mia figlia aveva ingoiato una cyclette
(da Anni Figurati, n.7, Aliane Edizioni)


40\09\2003

Ma smettiamola con questo scribacchìo turpe e grondante corbellerie, mi ha perfino macchiato la scrivania![...]trovo tutta la produzione del prof. (o ritenuto tale)Torri-Parchetti, stucchevole, riprovevole e, giuro, alune pagine dei suoi libri puzzano di calzini stagionati.[...]Pargot era stato sorpreso a molestare le ruote dei trattori nelle campagne della Marna[...]Vorrei veramente avere un centesimo per ogni colpo di minchia vibrato con la penna dal Torri-Parchetti, per riscoprirmi in breve tempo milionario, pasciuto e rubizzo dai fini liquori sorbiti per allietare il mio tempo tra i nobili studi di cui il mio amico certamente deficita.
prof. Vango Prifulli
(da Anni Figurati, n.8, Aliane Edizioni)

47\09\2003

Zitta merda!
prof. Andrea Torri-Parchetti
(da Anni Figurati, n.9 2003, Aliane Edizioni)

52\09\2003

Taci stronzo!
prof. Vango Prifulli
(da Anni Figurati, n.10 2003, Aliane Edizioni)

Il resto dello scambio epistolare viene omesso per il carattere eccessivamente tecnico della discussione che renderebbe il tutto incomprensibile ai non-addetti ai lavori. Si rimanda comunque alla consultazione della rivista nei numeri citati e successivi fino al 243785638\09\2003

Rubrica a cura di Joe Capresis

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