Spendo almeno 3\4 della giornata a pensare in modo confuso, quasi come se la mia mente producesse quel pulviscolo che si alza massiccio dalle strade sterrate quando un certo qual carretto passa propugnando a gran voce il proprio prodotto dolciario e semifreddo. Se dovessi tracciarne un diagramma o un elettroencefalogramma di sorta, potrebbe vagamente ricordare Cristina d'Avena mentre canta la sigla di Europa Europa. Beh non certo per la peluria superflua che per buona parte degli anni '80 le ha adornato il labbro superiore, quanto più per la pesante aria istrionica che aveva quel suo luogo uto ad ospitare le più svariate cittadinanze europee...ma sto divagando, il punto non era questo. E forse non esiste neanche un punto preciso, solo l'eterna domanda "dove ci porta la vita?" e se ci porta da qualche parte ci sarà abbastanza campo per il cellulare?quesito da non sottovalutare, le rivoluzioni più grandi di questo secolo appena nato, sono scaturite da deficit di segnale...non vorrei dilungarmi in esempi storici, ma mi rendo conto che una tesi siffatta abbia senz'altro bisogno di una cospicua esemplificazione...la Storia ufficiale si è già dimenticata della rivoluzione occorsa sul Pasu-Peak nell'Himalaya quando nel 2001, la popolazione scoprì con raccapriccio che si dice Himalaya e non Hymalaia o Hymalaya?...e come non citare la rivolta soprannominata "dei cocchieri" nei bassifondi di Kuala-Lumpur, quando la governatrice Griselda Ponce-de Leon travestita da Unghia dell'alluce sinistra, intonò uno yodel inneggiante la pastorizia a carattere nomade?solo piccoli esempi di come la mia mente vaghi senza trovare pace o quantunque un fulcro che la impegni per qualcosa di costruttivo...sarebbe costruttivo, negli effetti, che anche ai metal meccanici fosse consentito l'entimema o almeno un'inferenza euristica per capire che la parola metal meccanico non ha niente a che vedere con lo svedese. E non me ne voglia Gianni Varesi, profondo sostenitore dell'ipocrisia del plancton, se dico che lo svedese non ha niente a che vedere con nulla, neanche con lo svedese stesso...lo svedese è, in realtà, nientemeno che un'accozzaglia di tutte le parole scartate dalle altre lingue durante i repulisti icastici fatti dai figli piccoli dei redattori di dizionari...alla deriva fra i pensieri, una cosa la voglio comunque dire: arriviamo al punto, al nocciolo, al centro nevralgico della questione...non c'è abbastanza quarzo per tutti! Sembra una corbelleria, chi mai al mondo si è preoccupato di una tale apparente sciocchezza...eppure se tutti gli abitanti di questo azzurro pianeta domani mattina volessero acquistare un orologio con le meccaniche costruite dal suddetto materiale, la produzione dei medesimi si bloccherebbe per mancanza di materia prima. Immaginatene ora gli scompensi a livello umano: orde di persone vaganti in un limbo di insipienza imboccherebbero la strada che porta a Maurizio Costanzo, soltanto per toccargli i baffi, alla promessa di andarsene subito dopo. Inutile mentire a noi stessi, non potremo mai permetterci di sapere tutto ciò che ci circonda o almeno se lo sapessimo, non avremmo più la possibilità di iscriverci ad un club naturalista. Con questo non voglio scoraggiare gli studiosi dello scibile umano, così intenti a confezionare marionette intinte nell'aceto di mele, quanto più lanciare un monito alle future generazioni, facendo loro presente che si dice altoparlante, non "autoparlante". Senza dubbio Cristina d'Avena aveva ragione su di un punto. L'Europa siamo noi, milioni di persone e tutte senza la minima idea di cosa sia un frangipane. Misere menti stipate come i gusti di gelato trovantisi in un certo qual carretto che, trascinandosi stancamente per quella stradina sterrata, nell'incedere della torrida estate, solleva quel massiccio pulviscolo, che tanto rassomiglia ai miei pensieri confusi, per i quali spendo almeno 3\4 della giornata.
sinceramente vostro
Joe Capresis
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