lunedì, settembre 18, 2006

DICHIARAZIONE DI APPARTENENZA ovvero MONITO ALLE GENERAZIONI

Rossastro, il coperchio di un'uggiosa notte nebulizzata, tappava la città tutt'intorno rendendola prigioniera di spesse coltri fumose. I tetti sembravano anelare al cielo, come le mani di prigionieri tese all'inutile ricerca di pizza ai peperoni. Le finestre illuminate in lontananza come una deflagrazione di freschezza in una bocca creata dal peccato comune. Rimasi degli niterminabili attimi a rimirare quel sudicio panorama, come peperoni mollemente rassegnati su di una pizza impastata con 3\4 di oscenità, sale, acqua e lascivia. L'atmosfera portava l'odore indegno dello smog, come quello di alcuni peperoni spiaccicati alla bellemmeglio su di una pizza di disgusto. Mi ero praticamente incantato a guardare come la linea dell'orizzonte, creata dalle estremità degli edifici in lontananza, mi ricordasse dei peperoni finemente tagliati e sparsi con perizia sulla pizza della vita. Ad ogni modo, la notte era al suo culmine e il mio lavoro doveva cominciare...uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur lordarsi l'anima, come fa un peperone cotto e riempito di peperoni su di una pizza metafisica, contornata di peperoni ontologici. Mi vestii con sistematica fretta, come un peperone intero su di una pizza tritata, uscii dalla porta di casa e cominciai a scendere le scale, come un peperone su di una pizza scende le scale dell'esistenza. Quando improvvisamente, all'altezza del terzo piano, un fatale dubbio mi colse, come un peperone tagliato alla juliéne su di una pizza impastata e cotta da un pizzaiolo che si chiama Juliéne, ma non lo dice a nessuno per paura di essere sbeffeggiato dai suoi stessi astanti, come un peperone verrebbe sbeffeggiato da una pizza, se essa venisse a sapere che il peperone si chiamasse "pizza ai peperoni tagliati alla juliéne da un pizzaiolo che si chiama Juliéne". Un quesito mi colse nei termini siguienti: "che forse è questo il mio ultimo giorno di vita?"...non mi risposi, come un peperone rimane muto, percosso ed attonito al nunzio della sua pizza, senza trasparire peperonee emozioni. Arrivai in strada quando mi assalì lo stupore...tutt'intorno fragranza di forno, l'asfalto, rosso e bianco, era incandescente e molle...allora capìi che era giunta la mia ora...mi sbucciai della mia trasparente pellicola, per non risultare eccessivamente indigesto, e mi adagiai rassegnato sul pavimento della mia fine, come un peperone si adagia sulla sua pizza della rassegnazione, rassegnato come un peperone sulla pizza ai peperoni. Questa mia storia sia di monito alle generazioni, come un peperone su di una pizza è monito che essa stessa porta il nome del suo condimento base, non dimenticatemi amici, poiché io sono il verbo, come un peperone su di una pizza.

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