domenica, gennaio 23, 2005

Trovarti l'arte addosso

Ho conosciuto Mimmo Balestra sulla passeggiata di Nervi, mentre passeggiavo con colei che allora era la mia donzella.
Ho visto Mimmo Balestra sputare saette di verità a suoi coetanei, mentre saltava ubriaco da una barca all’altra nel porto di Camogli, e sì, nell’occasione, ha fatto sesso nei campi con la mia donzella. Il giorno dopo si svegliò alla stazione Centrale di Milano e dentro lo zaino trovò un piccione oramai defunto.
Ho amato “Mi rifugiai dentro un tuo silenzio” e vi chiedo, a noi cosa importano le origini dell’artista, quale significato ha per noi il ceto sociale d’appartenenza di Mimmo Balestra? Quando un inventore crea un’opera, presto incomincia ad odiarla. Conan Doyle disprezzò Sherlock Holmes. Spesso ci s’innamora proprio del celato masochismo dell’artista, e la vita disgraziata, rapida, è solennemente osannata. Magari anche Mimmo sacrificherebbe un po’ di sensibilità per poter gioire di limpida serenità.
Ma torniamo alla storia, gettiamo ai porci non delle succulente carrube bensì il sangue drogato dei giovani che vedranno il famoso cineasta come un padre. E già, perché i vostri figli incominceranno a recitare mnemonicamente battute dei suoi film, parleranno e agiranno ispirandosi a lui. Quanti di loro come sfondo del desktop non metteranno la celeberrima fotografia, scattata da Flavio Straniero, che ritrae Balestra mentre spompina sguaiatamente il maestro Itù? Alcuni famosi giornalisti, tra cui il solito Angelo Panebianco, parlarono di “antiestetico fotomontaggio ordito da terroristi ceceni”, criticando aspramente l’esposizione che dichiarava stima sincera e reciproca tra i due registi cinematografici.
Io non credo ai critici stupratori d’ingenuità, non andrò girovagando e lustrando il capo ai giornalisti incapaci di omettere il patetismo. Mi soffermerò piuttosto sulla ripetitività del caso, mi lancerò in trame sconnesse e deboli. Senza che alcuna semiotica venga a disturbare l’ennesima volta in cui appoggiato al bancone di un pub intravedrò “Nel nome di Kis-Kis” su Rete 4. Forse la scollatura sfoggiata dalla barista, oltremodo coadiuvata dal Natural Bra, dovrà farmi cambiare opinione? Tu cosa ne dici, Mimmo?
Conosco la tua risposta, e ancora una volta non ci troveremo d’accordo. Perché io non devo “trovarti l’arte addosso” semmai potrei aiutarti a liberartene.

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